Attività > Pubblicazioni > Quadernetto n. 3

ANNALI DI FARA
Dal 902 al 1999

Dal 2000 in poi...

Nel Coro della Chiesa Parrocchiale intitolata ai Santi Fabiano Papa e Sebastiano vediamo questo bel quadro dipinto nel 1729 dal pittore Giuseppe Antonio Tosi detto il Cuzzio di Oleggio Galulfo (1 febbraio 1671 - 1 maggio 1764). La cornice di marmo nero e di marmo misto di Francia, con bel fregio al centro di ogni lato, misura m 4,50 in altezza e m 3,60 in larghezza. E' stata fatta dal maestro Martino Buzio, lavoratore del marmo. Il quadro rappresenta la Madonna con Gesù Bambino, San Pietro e San Paolo, titolari della Parrocchia e San Fabiano Papa e San Sebastiano, titolari della Chiesa.
In alto, il Padreterno con gli Angeli è stato dipinto nel 1888 dal pittore Paolo Maggi, nato a Sannazzaro de' Burgondi e morto a Fara l'11 settembre 1890.

Il coro della Chiesa Parrocchiale

Ritratto di Orazio Serafini Malvicini Fontana  Ritratto della madre di Orazio Serafini Malvicini Fontana  Ritratto della moglie di Orazio Serafini Malvicini Fontana
902

Troviamo la prima menzione scritta dell'insediamento di Fara. Anno in cui è ricordato un suo abitante, già morto, Zanone de Vico Fara.
(Biblioteca Società Storica Subalpina 78, p. 33, marzo 902).

955

Pergamena del 955 Nel volume "Le carte di S. Maria", vol. 1, Pinerolo, 1913, p. 74, troviamo la Carta n° 51 che è la traduzione in latino di una pergamena datata mese di maggio dell'anno 955. Si tratta di una proposizione di cambio di beni fatta dal Vescovo di Novara Rodolfo (940-957) a Guidberto di Fara. Rodolfo permuta due appezzamenti di terra, uno presso la roggia Vidolia (verso il 1490 diventerà la roggia Mora) ed il secondo appezzamento si trova nel luogo chiamato Corticella, presso la roggia Vidolia (fino a pochi anni fa le aie nei cortili vicino alla Mora erano chiamate Curzèli). In cambio Guidberto cede un campo aratorio che si trova "in versura qui dicitur contra Moregnano". La traduzione della pergamena è stata pubblicata su: A. Demarchi, Protestanti - Cattolici - e memorie di vita farese, 1992, pp. 129 - 130 - 131.

1025

L'Imperatore di Germania Corrado II, detto il Salico, diede in feudo ai Conti di Biandrate, oltre a Biandrate e paesi adiacenti, anche i luoghi fino alla bocca del Verbano, tutti i paesi della Sesia, dell'Ossola e alcune terre del Milanese. Era compresa anche la terra di Fara (Bascapé, Novaria Sacra, pp. 261 - 361 - 338 -).

1132

25 giugno, il Pontefice Innocenzo II con una sua bolla conferma ai Canonici della Chiesa Novarese diritti feudali e decime in territorio di Fara ed in altri territori.
(Le Carte di S. Maria, vol. II, carta n° 319, p. 209).

1133

27 aprile, Trinopola da Fara con un suo istrumento diede in dono al Capitolo della Cattedrale di Novara un prato ed una sua casa situati nella Porta di S. Agabio in Novara.
(Ceruti, p. 337 e Archivio della Cattedrale di Novara).
25 maggio, Papa Innocenzo II ad istanza e preghiera di Litifredo, Vescovo di Novara, con diploma dato in Piacenza conferma tutti i beni della Chiesa Novarese. Fra i beni vi è un manso in Fara.

1154

Lo storico Ottone di Frisinga scrive che il Conte Guido di Biandrate era feudatario anche di Fara ed era grande amico del Comune di Milano e nemico di Novara. Alla Dieta di Würzburg Federico Barbarossa concede al Conte Guido di Biandrate il diploma di conferma di tutti i suoi domini compresa Fara.

1156

I Novaresi ed i Pavesi in guerra contro Milano occuparono anche Fara ma il Conte di Biandrate la riprese dopo poco.
21 febbraio, il Conte di Biandrate ottenne dal Barbarossa, che si era ritirato in Germania, un secondo diploma di conferma dei suoi feudi, compresa Fara.

1157

Per la prima volta troviamo nominata in un documento la Chiesa di San Pietro al Cimitero.
(Le Carte di S. Maria, vol. II, carta 394, p. 304).
2 marzo, il Pievano di Sizzano porta a Novara un certo Ottone di Fara e la moglie di un certo Raspino di Fara a prendere la perdonanza dal Capitolo della Cattedrale. Pare che i due fossero amanti ed abbiano ucciso il Raspino di Fara, marito della donna.

1163

1 marzo, i Marchesi di Romagnano ottennero da Federico Barbarossa piena conferma del feudo di Romagnano dal quale dipendevano vari paesi fra i quali anche Fara con Sizzano e Ghemme.

1168

Le Milizie della Lega Lombarda sconfiggono e distruggono il Castello di Biandrate per liberare gli ostaggi portativi da Federico Barbarossa. Il Castello di Fara passa sotto Novara.
(Azario - Chronicon).

1191

16 ottobre, Guido figlio del dominus Uberto di Fara permuta una sua casa con un'altra casa più grande dei Canonici di Santa Maria. All'atto erano presenti prete Gualberto di Sizzano e i sacerdoti Pietro e Giovanni da Fara.

1217

Li 14 dell'uscente dicembre (cioè li 18 dello stesso mese) Ind.... Carta assai cancellata contenente il precetto intimato sotto il Palazzo del Comune di Novara dal Signor Ugone di Camodea Console di giustizia a Lamberto intorno alla possessione e suoi frutti spettanti al Monistero di S. Nazzaro di Biandrate situati in Loco Fara.
Rogato R. Pietrino.
(documenti dell'Archivio Avogadro di Valdengo giacenti presso l'Archivio di Stato di Biella, BSPN, n°1, 1974, pag. 26).
Camodea = Castellazzo Novarese.

1234

Martino da Fara era il pedagerio del ponte vecchio sul Ticino. Gli ambasciatori di Vercelli passando su quel ponte dovettero pagare a Martino quattro mezzani per ciascun cavallo.

1246

25 aprile, al Trattato di pace fra le città di Milano, Novara, Vercelli e Pavia intervennero e lo firmarono unitamente a molti altri Cazzaguerra e Marco da Fara.
(Ceruti, pag. 151, 371).

1251

3 febbraio, promessa fatta dagli uomini di Fara di vendere al Conte Uberto di Biandrate le case ivi deputate per farvi un Castello, esatto quel prezzo che verrà stabilito da Giacomo de Alaria, arbitro eletto. Rogato: Giacomo del fu Vellato Notaio del Palazzo. (BSPN, n° 1, 1974, pag. 28).
10 febbraio, gli uomini di Fara vendettero il Castello al Conte Uberto di Biandrate e non più le case per costruirne un altro. (M. G. Virgili, p. 71). Dopo poco tempo il Castello e Fara passarono a Obizzone di Cavagliano.

1258

15 maggio, con Atto rogato da Lanfranco di Gandulfo, Obizzone di Cavagliano vende Fara per lire 1605 a Guglielmo e Guidone fu Guido di Biandrate.
(Ceruti).

1259

21 marzo, il Notaio Ugone da Fara rogò l'Atto con cui i Giudici Guidone, Testa e Roberto di Novara, ed i cittadini Michele Capra e Lotario Cavallazzo sottoscrissero per conto di Novara l'Atto di alleanza e di pace, già stipulato a Pavia nell'anno 1254 fra Novara e Vercelli.
(Ceruti).

1272

Truppe novaresi a cavallo sloggiarono una banda di malfattori che avevano occupato il Castello di Fara. Le truppe novaresi si facevano chiamare dei Rotondi e facevano capo ai Tornielli. I malfattori presi prigionieri furono portati al Castello di Novara.

1273

Il Podestà di Novara impone una tassa per pagare diverse persone, fra queste anche i soldati a cavallo che andarono a Fara ad assediare il Castello preso dai malfattori e li fecero prigionieri.
(Statuto CCXCVIII).

1274

Il Podestà di Novara doveva fare cancellare le condanne di tredici individui. Fra questi c'era un certo Pietro da Fara.
(Statuto CDXXV).

1275

10 ottobre, il Comune di Novara stipula alcuni patti con i Comuni della Valsesia, fra i firmatari vi è un certo Unrico da Fara.
(Statuto CCCXI).

1292

30 giugno e 6 agosto, Cabrio di Fara che era Giudice ed Assessore del Podestà di Novara Guidotino Visconti compiva atti burocratici nel Comune di Novara.
(Virgili).

1312

1° luglio. Obbligo di Gulielmo di Vallemsesetto e Rufino di Fara Conti di Biandrà di pagare fra tutta la festa di tutti i Santi a Guidone de Purcilli anche de' Conti di Biandrà la loro rata di danari, e spese fatte per detto Guidone, à causa de' Privilegii concessi dà Enrico Re de' Romani à Conti di Biandrà.

1318

Precetto del vicario del Podestà di Biandrà fatto a Corrado di Fara e Gio. de... di tener sotto sequestre appresso di loro lire 300 Imperiali che la Communità, ed omini d'esso luogo avevano esatte per li bandi spettanti alli Conti di Biandrà, e che non lo rilasino sino che la causa d'essi Conti sii riconosciuta in contraditorio della stessa Comunità.
Gulielmo di Vallemsesetto e Rufino di Fara e Guidone de Purcili e Gottofredo, Ottolino, Lanfranco erano tutti Conti di Biandrà e furono eredi del fu Viviano Mannono.
(BSPN, n°2, 1981, pag. 457).

1328

Il Castello vecchio o Castellone fu ristrutturato da Calcino Tornielli che lo dotò di una torre di vedetta.

1332

Fara era sotto i Visconti.

1339

Cadde molta neve che durò fino a maggio rovinando tutte le seminagioni. Non si fecero raccolti. Venne una grande carestia. Morirono molte persone. Alla fame si aggiunse la peste che infierì specialmente a Momo, Bellinzago e Borgomanero.
(Azario - Chronicon CVIII).

1341

16 marzo, con atto fatto sulla piazza di Fara i Consoli delegarono Guglielmo Ferrario a prenedere a mutuo una somma per pagare i debiti della Comunità di Fara.
(Ceruti, p. 337 e Archivio Capitolare di Santa Maria).

1356

Il Castello veniva espugnato, incendiato e distrutto con le sue fortificazioni dal Comandante Bertolotto Confalonieri, piacentino, che era al servizio del Signore di Milano Galeazzo II Visconti. Furono distrutti anche i Castelli di Sizzano, Morghengo, Momo e Mosezzo. Era un episodio della guerra fra Giovanni II Marchese del Monferrato e Galeazzo II Visconti.

1361

Gli Inglesi assoldati dal Marchese di Monferrato, venivano dalla Francia ove vi era una epidemia di peste che diffusero anche nelle nostre terre ed assieme alle soldatesche di Galeazzo Visconti saccheggiarono il Novarese ed il Vercellese.
(Azario - Chronicon CVIII).

1363

Tornarono i soldati inglesi che violentarono le donne, depredarono ed incendiarono il paese.

1364

Alla grande miseria seguita ai saccheggi e alle distruzioni fatte dalle soldataglie si aggiunge una grande invasione di locuste o cavallette che divorarono tutto quello che trovarono nei campi.

1374

A Fara e dintorni ancora un'epidemia di peste.

1396

Giovanni Galeazzo Visconti fu creato Duca di Milano e Conte di Pavia dall'Imperatore Venceslao ed ebbe in dono molte terre di Lombardia con Milano, Novara e Vercelli con tutti i rispettivi loro distretti. Così pure Fara passò a far parte del Ducato Milanese.

1402

A Melegnano muore di peste Giovanni Galeazzo Visconti, con suo testamento lascia il Ducato di Milano al figlio primogenito Giovanni Maria Visconti che cresciuto e sorretto da Facino Cane si dimostrò Duca tiranno e crudele. Fu ucciso il 16 maggio 1412, a lui successe nel Ducato suo fratello Filippo Maria Visconti. Fara era sempre sotto il Ducato di Milano.
(Cesare Balbo, Storia d'Italia, pag. 212).

1424

Un certo Gaspare da Fara è discepolo Novarese del Cardinale Ardicino I Della Porta.

1449

Mese di Marzo, le truppe di Giovanni Compeys comandante dei Savoiardi a nome del Duca Ludovico di Savoia, passarono il Sesia ed invasero il Novarese.
1 Aprile, Bartolomeo di Bergamo detto il Colleoni al comando delle truppe di Corrado Sforza, fratello del Francesco Sforza che il 26 febbraio 1450 sarà proclamato Duca di Milano, sconfisse a Romagnano i Savoiardi. Il Comandante Giovanni Compeys de Torreus fu preso prigioniero, ma i resti del suo esercito sparsero il terrore tra le popolazioni del Novarese. I paesi del Sesia, tra cui Fara, si arresero ai Savoiardi, che riuscirono a cacciare verso Borgomanero gli eserciti Sforzeschi.
23 aprile, il Colleoni sconfiggeva sotto le mura di Borgomanero le truppe del duca Ludovico di Savoia e liberava i paesi del Sesia, tra cui Fara.

1450

5 Luglio, il Referendario di Novara manda al Duca di Milano Francesco Sforza una relazione che contiene una descrizione di Fara: " Fara ha due Castelli e conta 50 fuochi; risponde alla città di Novara ed al Podestà perciò che concerne all'amministrazione della giustizia. Paga solo 12 lire di dazi del pane, vino, carni e traverso, mentre è obbligata per 150 bottali di imbottato". Appare in questo documento la prima indicazione dell'esistenza dei Due Castelli. Il CASTRUM INFERIOR detto VETUS (Castellone) ed il CASTRUM SUPERIOR detto NOVUM (Castello ora trasformato nella Casa di cura I Cedri).

1451

Il Duca Francesco Sforza concede a Giovanni Pestamigli le entrate di Fara e lo autorizza a fortificare i due Castelli sulla collina.

1452

Un grande incendio distrusse Fara. L'incendio fu tanto grave che indusse il Commissario degli alloggi del Duca Francesco Sforza, Podestà di Oleggio, il Dottor Battista di Borgo San Sepolcro, a scrivere una lettera al Podestà di Novara Giacomo Scrovegni perché usasse pietà verso la gente di Fara tanto duramente provata e la esentasse almeno per un anno da ogni tassazione.

1463

28 Novembre, il Duca di Milano Francesco Sforza investe Francesco Attendolo nel Feudo di Fara, e successivamente Donato Borri il 22 Gennaio 1469.

1474

8 Luglio, è il primo documento che ricordi in modo specifico il Castello Inferiore detto Vetus (Castellone) è in rapporto alla Cappella castrense di San Giovanni Battista, di cui in quel momento erano ancora patroni et advocati alcune persone della antica famiglia dei da Fara. Quel giorno alcune persone della famiglia da Fara si ritrovarono a Novara in casa di Nicolino da Fara, posta nella Parrocchia di San Giulio, e nominarono Cappellano della Chiesa castrense di San Giovanni Battista il figlio di Olrigino da Fara di nome Antonio.

1477

26 Novembre, Il Feudo di Fara è stato confiscato ad Antonio Borri figlio di Donato, perché si era ribellato e poi il Feudo è stato concesso a GioGiacomo Trivulzio. Fara era compresa fra le terre della squadra del Sesia. Aveva due Castelli ed aveva cinquanta focolai tassati. Per il dazio del pane, vino, carni e traverso pagava dodici libre ed inoltre aveva l'onere dell'imbottato espresso in quaranta bottali.
(B.S.P.N. n. 1 - 1982 pag. 128).

1478

Da un documento sappiamo che nel Castello Inferiore (Castellone) esisteva una casa con portico in cui aveva abitato Giovanni Pistamiglio che riscuoteva le entrate di Fara e aveva fatto fortificare i due Castelli. Ora in quella casa agiva per concludere affari economici, Franceschina Caccia da Mandello.

1499

7 Maggio, in una divisione di beni ereditari effettuata fra i due figli di Giacomo Cattaneo da Momo, Nicolino e Domenico, compare la prima testimonianza del Castello Superiore o NOVUM (ora clinica i Cedri). I due fratelli decisero di dividere il patrimonio costituito da beni a Castelletto di Momo, Pernate, Olengo e Fara. A Fara a Domenico toccò una casa in muratura posta tra le due porte del Castello Superiore, confinante con la strada centrale della fortezza e con la proprietà di Gaspare Tettone. Anche Nicolino ebbe una casa di abitazione nel medesimo castello, presso la porta superiore, coerente con immobili di Nicolino Tettoni e con il fossato della fortezza.

1538

L'Imperatore e Re Di Spagna Carlo V vende per 225.000 scudi d'oro Novara ed il suo distretto a Pier Luigi Farnese Duca di Castro e di Parma. Fara fece parte del nuovo marchesato e spettò ai Duchi di Parma. Carlo V aveva elevato per "dignità" la sede novarese a marchesato. La città di Novara pagherà al Farnese un appannaggio annuo di 15.000 scudi d'oro.

1546

27 Giugno, a Piacenza, il duca Ottavio Farnese ordinò che Fara fosse separata dalla giurisdizione del Podestà di Novara e fosse concessa in feudo al conte Filippo Tornielli, feudatario di Briona che era anche Generale degli eserciti spagnoli ed aveva stretti legami politici con Ottavio Farnese. Filippo Tornielli aveva ogni diritto giurisdizionale, ma senza i proventi fiscali. Dei Castelli non si faceva alcun esplicito riferimento e pertanto essi non rientrarono nella concessione. I proventi fiscali, non menzionati nell'investitura di Filippo Tornielli, appartenevano già da alcuni decenni alla famiglia Casella, proprietaria anche di una parte del Castello inferiore (Castellone). Fra il 1509 ed il 1530, metà feudo di Fara era stato comperato dal Cavaliere di Rodi o Gerosolimitano Francesco Casella.

1561

Francesco Casella muore senza eredi diretti. Alla morte del conte Filippo Tornielli, feudatario di Fara diventò il figlio Manfredo Tornielli che acquistò dalla Camera Ducale di Milano la parte di feudo che era di Francesco Casella e diventò proprietario di tutto il Feudo di Fara. I Casella perdevano il diritto del feudo ma restavano esclusivi proprietari di tutto il Castello inferiore (Castellone).

1570

Andrea Giovanni Casella acquistando la parte del prete Gerolamo Casella diventava proprietario di tutto il castello inferiore. La famiglia Casella si estinse nella prima metà del seicento.

1575

Epidemia di peste che nel 1576-1577 arriva anche a Fara. A ricordo della peste chiamata del Cardinale Carlo Borromeo i Reggenti del Comune fanno erigere una colonna. "Dirimpetto alla porta grande della Chiesa Parrocchiale vi è una colonna di sarizzo. Questa colonna è sopra due piedistalli di simil materia, il primo grande, maestoso in quadrato e con tre gradinate all'intorno similmente di sarizzo, e l'altro è posto superiormente al primo piedistallo archetticamente proporzionato".
(Porzio Giovanola pag.232).
Questa colonna con in cima la Croce è stata portata al Cimitero dal muratore Spagnolini Giosafatte il 22 Agosto 1881.
Il Conte Rinaldo Tettoni entra in possesso del feudo di Carpignano ed è proprietario del Castello superiore di Fara.

1578

Il Conte Rinaldo Tettoni acquista da Carlo Cicogna il feudo di Landiona. 28 Novembre, il duca di Parma, legittimo Signore, concede a Manfredo Tornielli, conte di Briona, il consenso di poter vendere il feudo di Fara al conte Rinaldo Tettoni, patrizio Novarese.

1579

7 marzo, Manfredo Tornielli vende il feudo di Fara a Rinaldo Tettoni. Con il feudo sono stati venduti i dazi del pane, vino, carni ed imbottato a cui si aggiungono i diritti giurisdizionali. Tutto è stato pagato lire 18.000. In più è stato fatto questo patto: Manfredo Tornielli, conte di Briona, terrà il feudo di Fara fino alla morte e pagherà al Conte Rinaldo Tettoni una pensione annua di Lire 900. Atto rogato dal Notaio GioBattista Tornielli.
4 Maggio, un uomo di fiduci del conte Tettoni, Carlo Antonio Langhi, prese possesso di Fara a nome del nuovo feudatario Conte Rinaldo Tettoni.
18 Dicembre, vendita fatta da Giacomo Camerino a favore di Rinaldo Tettoni di diverse pezze di terra e beni che il medesimo possedeva a Fara e a San Pietro Mosezzo mediante il prezzo di lire 7.460 imperiali.

1583

Muore senza eredi diretti il Conte Manfredo Tornielli.

1586

Il Conte Rinaldo Tettoni è il feudatario di Fara.

1587

11 Novembre, Atto di confisca di beni: "Si è confiscato il feudo di Fara con il palazzo novo et con la casa vecchia detta il Castello (superiore o nuovo), la torghiera et torchio con il suo artificio e i suoi utensili e con 40 pertiche di sito di Ronco". Il Conte Tettoni dunque possedeva anche il Castello e una parte delle fortificazioni. In essa egli fece costruire un nuovo palazzo e nei precedenti edifici della fortezza alta sistemò le cantine, il torchio e i magazzini.

1589

I beni confiscati: palazzo, castello con ronco sono stati stimati Lire 34.000.

1594

Mese di Dicembre, da parte dell'Autorità Ecclesiastica diocesana era stata comminata contro la gente di Fara la sanzione canonica dell'Interdetto Ecclesiastico. A causa del quale era sospeso ogni esercizio della vita sacramentale della Chiesa di Fara. In quel tempo era in atto una lunga e aspra contesa per i pagamenti della decima del vino, fra la comunità di Fara e la Mensa Vescovile. I Faresi si rifiutavano di pagare. Ci furono gravi incidenti, sequestri di bestiame, spari di archibugiate contro i bargelli del Podestà e del Vescovo e persino con persone messe in carcere.
(A.S.D.N., Mensa Vescovile teca XIV 1,R 5-3).

1598

Alla fine viene tolto l'Interdetto Ecclesiastico, ma i malumori e le ripercussioni negative si protrarranno per alcuni anni.
(A.S.D.N. Mensa Vescovile, Teca XIV 1,R5-3).

1618 Antonio Maria Tettoni 1624 Giovanni Aresti 1652 Bartolomeo De Paulis 1682 Gaudenzio Inguino 1682 Carlo Agostino Tettoni 1709 Carlo Annibale Rostiani 1716 Francesco Appiani 1726 Pietro De Signori 1727 Giuseppe Maria Gibellini 1729 Gio Domenico Magistrini 1760 Francesco Bernardo Rossignoli 1798 Pietro vedani

Segni tabellionari di Notai attivi a Fara nel 1600 e 1700. Il tabellionario era il simbolo che il Notaio poneva in ogni atto rogato da lui. Questi segni depositati che distinguevano un Notaio da un altro potevano essere riconosciuti anche dalle persone che non sapevano leggere.

1601 - 1616

Costruzione della Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano. Il progetto originale della Chiesa è del più grande Architetto novarese del seicento, il Cappuccino Frate Cleto da Castelletto Ticino (1556-1618). Fu allievo dell'architetto Pellegrino Pellegrini Tibaldi: Frate Cleto fù costruttore di molte chiese, conventi e del Sacro Monte di San Francesco di Orta.

1603

In virtù della concessione dell'Imperatore Carlo V la Casa Farnese godette Novara e il suo territorio fino al 1603 quando il Conte di Fuentes, Governatore dello Stato di Milano, volle riunire Novara e suo distretto al Ducato di Milano.
Prima del 1603, Fara e Briga, per poco tempo, sono state sotto il feudo di Gerolamo Brusati che muore senza figli. Alla sua morte il feudo passa al Conte Manfredo Tornielli.
Dopo molte controversie alla Casa Farnese fu continuato il feudo di Fara e Vespolate.

1612

Il Conte Rinaldo Tettoni muore a Racconigi a lui succede il figlio Tettoni Giovanni Battista.

1613

I padroni dei mulini e beni delle terre di Fara, Ghemme, Sizzano e Briona, erano i Padri delle Grazie, il Marchese di Caravaggio ed il Cavalier Carl'Antonio Caccia i quali si adoprano per la costruzione della Roggia Molinara o Canturina e ne ordinano il modello.

1625 - 1626

Si soffermò a Fara una truppa di soldati dell'Allemagna comandata dal generale Monsfeldt.

1630

Grande carestia seguita dalla peste (chiamata dei Promessi Sposi) portata dai soldati Tedeschi venuti in Italia per la guerra di Mantova. In memoria della peste stabilirono di riconoscere festivo il giorno di San Rocco (16 Agosto). In Aprile, si stanziarono soldati spagnoli.

1633

Notifica del feudo di Fara al Conte Giovanni Battista Tettoni figlio di Rinaldo Tettoni.

1635

14 Ottobre, descrizione di Fara fatta da Matteo Tornielli fu Berardino, da 8 anni attuario civile e criminale di Fara e nato a Fara. I punti essenziali sono: "a Fara non c'è Castello, roccha, fortezza né carceri. Vecchiamente c'era un castello che ora va rovinando di giorno in giorno. Dei dazii è padrone GiòBattista Tettoni che abita a Milano. Vi sono due mulini e due forni".
17 Ottobre, altra descrizione simile fatta dal Notaio della Regia Camera di Milano Giò Ambrogio Caccia.
(vedi Stoppa - Fara terra di collina pp.73-74).
Il notaio Caccia era stato mandato a sequestrare il feudo di Fara spettante al Duca di Parma perché era entrato con le sue armate sul territorio milanese.

1637

Il Duca Odoardo Farnese è reintegrato nel feudo di Fara.

1645

Dal 4 Novembre al 20 Novembre Fara fu saccheggiata dai soldati francesi capitanati dal Principe Tommaso di Savoia che portarono via tutto dalla Chiesa e dalle case persino le inferriate delle finestre e i catenacci delle porte. "Null'altro rimase per i poveri faresi che gli occhi per piangere".

1647

10 Novembre, Monsignor Vittrizio Alessandro, Vescovo di Alatri, dona al sacerdote Francesco Maria Solari il corpo di San Damiano Martire.

1648

Continuano gli alloggiamenti a militari e soldati. A quartiere d'inverno una porzione di soldati della Compagnia di Don Diego Quintanna. Nel mese di Luglio una porzione dell'Infanteria Borgognona e parte della Compagnia del Marchese di Cassano e la Cavalleria Spagnola. In novembre e dicembre parte dell'Infanteria Spagnola del Maestro di Campo Balderio Godina e di don Giuseppe Serra Doria. Inoltre fu ordinato ai faresi, per un anno, di montar la guardia sul campanile con una sentinella.

1649

Febbraio alloggiò a Fara la Cavalleria Generale Gioseppo Velascho e in aprile parte della Compagnia del Maestro di Campo Balderio Godina.

1650

Alloggiò il corpo militare di Don Carlo D'Este.
14 Febbraio il sacerdote Solari, da Roma viene a Novara nella Cancelleria Vescovile per la ricognizione delle reliquie di San Damiano.

1651

18 Giugno il sacerdote Solari nella Cancelleria Vescovile di Novara, con altri prelati, consegnò al Curato di Fara Don Francesco Mariscoto le Reliquie di San Damiano che vengono definitivamente portate a Fara.
Proprietario del Castellone era il signor Campaniga che fu militare col grado di Capitano.
(Porzio Giovanola pag.249).

1653

9 Novembre, i Francesi al comando del Marchese Villa saccheggiarono e depredarono la Chiesa ed il paese meno la casa di Carlo Francesco Lango perché in essa alloggiava il Marchese Villa. I soldati uccisero anche un loro capitano che si era messo all'ingresso della Chiesa per difenderla da quelle mani sacrileghe.

1655

Gennaio,erano acquartierati le truppe della Compagnia di Don Feliz Cabanillas e rimasero fino al 29 Dicembre.

1657

Si fermò l'Infanteria Spagnola del Capitano Don Alfonso Bustamante III di Napoli, in aprile parte della Compagnia d'Infanteria Spagnola di don Giannettino Doria ed in Dicembre la Compagnia del Maresciallo di Campo Don Luis de Benavides 3° di Lombardia.
Tutto questo movimento di truppe era dovuto alla guerra: Spagnoli, Lombardi contro Francesi, Savoiardi, Modenesi e Napoletani. 15 Novembre, in un memoriale sono descritte tutte le atrocità commesse dai nemici quando hanno occupato le nostre terre già ridotte prima in miseria.
(Porzio Giovanola pp. 138-139-140).
8 Maggio, i belligeranti esausti, Sua Maestà Cristianissima il Re di Francia e Sua Maestà Cattolica il Re Filippo IV di Spagna, si accordarono per un armistizio di 2 mesi, poi ricominciarono.

1658

Il Marchese Francesco Serafini, Maestro di Campo, Generale e Prefetto del Castello di Piacenza (Castellano di Piacenza) acquista da Ranuccio Farnese il feudo di Fara e Vespolate. Atto rogato dal Notaio F. Mercantolo.

1660

19 Febbraio, il duca di Parma Rainuzio Farnese rinuncia ai proventi del dazio di Fara che aveva precedentemente acquisito dai Tettoni, e perfeziona la vendita dei feudi di Fara e Vespolate al Marchese Serafini per il prezzo di Lire imperiali 25.920, 3 soldi e 9 centesimi.
Oltre la grande miseria portata dai continui alloggiamenti militari, saccheggi e ruberie vi fu anche una grandinata che distrusse tutto. "Le grandini erano di una grossezza tale, che ruppero e frantumarono tutti i coppi dei tetti, per cui le abitazioni restarono affatto scoperte, la campagna devastata, ogni cosa all'aperto abbattuta, e li paesani così disarmati, ed atterriti da tante, e si crudeli traversie, che sembravano tanti cadaveri cavati dai sepolcri".
(Porzio Giovanola pag.142).

1663

Per viveri e foraggi ai soldati della Compagnia Piper i Faresi hanno pagato Lire 1642,17.

1664

Per viveri e foraggi ai soldati della Infanteria Alemanna del Conte Alfonso Porzio, lire 1239,14.

1665

Muore Filippo IV Re di Spagna, al trono di Spagna succede suo figlio di quattro anni Carlo II sotto la reggenza della madre Marianna d'Austria.

1666

Agosto, muore il Marchese Francesco Serafini, feudatario di Fara.

1667

26 Agosto, Diploma di Carlo II Re di Spagna, ossia della Regina Marianna d'Austria di lui tutrice e curatrice, per cui presta il di lui assenso e beneplacito alla traslazione fatta dal Duca di Parma col Marchese Francesco Serafini dei feudi di Fara e Vespolate, colla condizione che, mancando il Marchese Francesco senza discendenti maschi, succedesse il Marchese Orazio di Lui nipote, e suoi discendenti maschi in ordine di primogenitura.

1668

22 Maggio, Notta delli Huomini della Terra di Fara che hanno prestato il giuramento di fedeltà al Marchese Serafini, fatta dal Cancelliere Giacomo Mantilariis di Romagnano. Dichiarazioni fatte con interrogatorio "L'Hosteria si fa, et vi è anche la ragione della beccaria et prestino, come anche vi è l'imbotato ma tutto questo è ragione delle Convertite di Santa Valleria di Milano, insieme con il dazio del Traverso del Vino, che vuol dire che tutto il vino che esce dal territorio di Fara, vada dove si voglia, fuori che alla città di Novara paga soldi dieci per ogni bottale.
E' ben vero che il prestino non si esercita a Fara. L'Hoste và a Carpignano pigliar il pane per il bisogno del paese et hosteria et la beccaria si fa rare volte, et per rispetto dell'imbotato so dire che la comunità di Fara è conventionata in Lire 10 l'anno che si pagano alle medesime Convertite di Santa Valleria di Milano. Non so in che maniera sono pervenuti questi dazi. Non vi sono cascine perché la terra è tutta unita. Vi è un solo mulino vicino al paese e un altro nel corpo della terra (verso Sizzano, ora riseria Negri). Nel mulino fuori (del paese) vi abita il molinaro e famiglia. Abitano anche alcuni forestieri montanari ed il fante. Lista dei fuochi 192 in tutto, abitanti 1150 circa
Preti: Silvano Fiorella Curato
     Lorenzo Baraggione, Cappellano
     Domenico Castagna di Como, Beneficiato.
In questa nota rileviamo che i 1150 abitanti non potevano fare il pane a Fara, l'oste andava a prenderlo a Carpignano, forse i soldati che avevano saccheggiato il paese avevano distrutto anche i due forni della Comunità: La miseria era così grande che la carne la si vendeva rare volte.

1670

9 Aprile giuramento di fedeltà del Marchese Orazio Serafini, feudatario di Fara.

1674

Memoriali sporti dal Marchese Odoardo Fortunato Serafini figlio del fu Marchese Orazio, per essere ammesso al giuramento di fedeltà per i feudi di Fara e Vespolate.

1675

Si fermarono i Reggimenti di Tarantasia e del Chiablese e subito dopo un esercito della Regina d'Ungheria.

1679

9 Marzo, Consegnamento fatto dal Marchese Odoardo Fortunato Serafini, feudatario di Fara e Vespolate dei dazi del bollino e macina posseduti in Vespolate, dei dazi del traverso, osteria, beccaria, macina ed imbottato di Fara.

1686

19 Ottobre, da un documento apprendiamo che proprietario del Castellone divenne il nobile milanese Don Gabriele de'Tatti.

1690

In occasione della guerra fra Francesi e Spagnoli il Castello fu nuovamente restaurato e munito di difese militari.

1698

20 Aprile, Il Vescovo di Novara Giovanni Battista Visconti conferisce ai Parroci di Fara il titolo di Arciprete.

1702

22 Gennaio, Il Marchese Odoardo Fortunato Serafini giura fedeltà a Filippo V Re di Spagna. Essendo morto nel Novembre del 1700, Carlo II RE di Spagna a Lui successe il Duca D'Angiò col nome di Filippo V. Riprese la guerra in Italia fra Francia e Spagna.

1703 - 1704

Il Comandante Ignazio de Leone ordina ai faresi di fortificare il paese con delle palizzate e chiuderlo con sei cancelli. Di profondare la roggia tutta al lungo del Paese. Di fare delle fortificazioni e ripari ai due castelli, ove alloggiarono per un mese 60 soldati e due Ufficiali di Francia. Di fare la guardia ai ponti della Mora, ai sei cancelli et sopra il Campanile dal 26 Ottobre 1703 a tutto Aprile 1704. Intanto si susseguivano gli alloggiamenti militari con grande spesa per i faresi.
800 e più soldati di Cavalleria e Fanteria - 260 cavalli e uomini del Generale Conte de Stein - 250 Dragoni di Francia oltre gli Ufficiali e 100 cavalli - 50 uomini e cavalli del Reggimento Bonesana e del Reggimento. Di Lovegni. La gente doveva continuamente dare quel poco che aveva ai soldati e ufficiali " per schivare li insulti militari, che facevano, et minacciavano di fare, et per evitare le percosse, alle quali diversi sono stati sottoposti".
"Nell'ottobre 1703 Fara e i paesi circonvicini a Fara erano minacciati d'aver guerra guerreggiata in queste contrade. Quindi fu superiormente ordinato di armarsi in massa se l'inimico s'inoltrava" continuano gli alloggiamenti militari e le requisizioni.

1704

8 Dicembre, "Dal Comandante il Corpo di Truppa stazionata in Ghemme venne ordinata la demolizione del Ponte Inferiore esistente sopra la Mora (quello di Via Gallarini). A quest'oggetto furono requisiti delli uomini in Ghemme Sizzano e Briona per atterrarlo, unitamente alli terrieri e consumarono giorni quattro per demolirlo".
Questo ponte quando si è allontanato da Fara il nemico fu ricostruito a due archi.
(Porzio Giovanola p. 153-161).

1715

Termina il dominio dei Marchesi Serafini sul feudo di Fara. Aveva avuto inizio ufficialmente nel 1660.

1717

Il feudo di Fara è tenuto da Gian Domenico Oltrona Visconti.
18 Novembre, Padrone del Castellone era il Jure Consulto Nobile Domine Don Giorgy Castellani, con il fratello Don Antonio Castellani, Canonico della Cattedrale di Novara.

1735

Penetrate le truppe Francesi e Sarde nel Milanese occuparono questo Ducato di Milano, allora Austria e Francia firmarono la pace a Vienna. In virtù di questo trattato di pace venne ceduto al Re di Sardegna Carlo Emanuele, il Novarese, il Tortonese e le Langhe. La pace durò pochi anni.

1743

13 Settembre, con il trattato di Worms portò il Novarese e logicamente pure Fara sotto il governo Sabaudo.

1744

5 Luglio, Prima traslazione di san Damiano. Frà Pietro da Miasino ha ricomposto il corpo di San Damiano e lo hanno messo in una Urna nuova.

1746

5-6-7 Febbraio, si ferma l'esercito della Regina d'Ungheria con tutto lo Stato Maggiore. Si trattava di 14.000 uomini, 6000 cavalli, e 2000 muli.

1753

19 Maggio, il Feudo di Fara è consegnato ai Ferrero.
(da indice generale delle Investiture e Consegnamenti, 394 foglio 46 dell'A.S. di Torino - Via S.Chiara 40).

1766

Maggio, grande grandinata.

1770

9 Novembre, Il Consiglio Comunale elegge San Damiano Martire Patrono di Fara.

1776

Giugno, grandi grandinate che flagellarono la campagna, la collina e tutto il territorio che sembrava d'inverno.

1794

Fara fu destinata a deposito delle campane requisite per essere inviate al regio arsenale di Torino per essere fuse.

1795

2 Marzo, grande battaglia fra i faresi e l'esercito.
(La descrizione della battaglia è stata pubblicata su: A.Demarchi Storia Personaggi e tradizioni di Fara Novarese, da pag.116 a pag.125).

1798

19 Dicembre, Re Carlo Emanuele IV fu costretto a firmare un atto in virtù del quale abbandonerà alla Repubblica di Francia, il Governo dei suoi Stati di terraferma, invasi dalle truppe Francesi, e partito da Torino si rifugiò a Cagliari.
27 Dicembre, a Fara in piazza piantano l'albero della libertà.

1799

20 Marzo, il Piemonte fu occupato dalle milizie Austro-Russe.
4 Gennaio ed in nome della Repubblica Cisalpina il giorno 15 nevoso, anno settimo indizione seconda, in Milano il Marchese Don Giuseppe Serafini Malvicini Fontana figlio del Marchese Don Orazio Serafini di Piacenza ha la procura di vendere i beni posti nella terra di Fara al cittadino Andrea Gavino di Novara per il prezzo di lire 13.500 in monete d'oro sonanti al corso delle Grida di Milano. I beni si componevano di una casa in fianco alla Chiesa della B.V. delle Grazie e terreni per pertiche 127 e tavole 3.
(Atto rogato dal Notaio Pietro Vedani - Archivio Stangalino).

1800

Castello Superiore, agli inizi del 1700 proprietario del castello era il conte Carlo Emanuele Tornielli e la Moglie Marchesa di Chatelier. I due coniugi adottarono il figlio del conte Luigi Ferdinando Tornielli Rho di Lozzolo, Giorgio di Romagnano,che, alla morte del padre adottivo, ereditò anche la proprietà del castello di Fara. Il Castello rimase ai Tornielli sino alla fine del 1700. Il Conte Carlo Maria Tornielli ordinava imponenti lavori e trasformava definitivamente l’antica proprietà dei Tettoni in un’ammirabile villa di campagna. A Fara i Tornielli avevano anche una casa da nobile che vendettero nel 1800 alla famiglia Borsotti. La casa era in piazzetta dove hanno costruito il condominio.
Il castello superiore fu acquistato dalla famiglia Oriani di Turbigo che si era arricchita con il controllo delle forniture militari degli eserciti napoleonici. Gli Oriani costruirono il Giardino all’Italiana, “adorno di gradinate e di grotte decorate a mosaico floreale”.
Quando io ero bambino, queste grotte le chiamavano “la ca’ di prajèti” perché avevano pareti e soffitti rivestite di pietruzze che formavano ornamenti a mo’ di mosaico.
14 Giugno, Napoleone Bonaparte vince la battaglia di Marengo e ricostituì la Repubblica Cisalpina. Così il Piemonte e Fara si trovarono sotto la Francia.
7 Settembrecon Decreto dei Consoli di Francia le Province di Novara, Lomellina e Vigevano vennero smembrate dal Piemonte e aggiunte alla Repubblica Italiana.

1801

Terminano i lavori per la costruzione dello Scurolo di San Damiano. Disegno dell’Ingegnere Orelli di Novara e decorato dallo scultore pittore Gaudenzio Prinetti.

1802

24-25-26 Luglio, Seconda Traslazione di San Damiano in occasione dell’inaugurazione del nuovo Scurolo.
11 Settembre, il resto del Piemonte fu incorporato nel territorio Francese. Così il fiume Sesia segnava il confine fra l’Italia e la Francia. Fara era in Italia.

1806

30 Settembre, il Ponte sulla Mora di Via Gallarini, che era stato demolito nel 1704 per ragioni militari e poi ricostruito a due archi. Nel 1806 crollò perché: “fu scavato dai suoi fondamenti da una spaventosa alluvione cagionata da un turbinoso temporale”.

1807

è stata sciolta la Confraternità di Santa Marta.

1809

“Poi dai Patroni della Mora ne fu fatto edificare un altro ponte nello stesso luogo, molto ampio, bello, elegante e d’un solo arco”.

1811

La Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, sotto il Governo di Napoleone I, venne incamerata, chiusa e successivamente venduta dal Demanio e ridotta dal compratore ad uso di abitazione nell’anno 1812.
Il Castello superiore dagli Oriani di Turbigo passava per acquisto al francese Lorenzo Poulet di Grenoble (Francia), che, domiciliato a Milano, amava riposare dai lunghi viaggi fatti per interesse, nel Castello di Fara. Alla sua morte il Castello passa alla figlia Amalia che sposa l’Avvocato Luigi Borsotti di Fara.
L’Avvocato Luigi Borsotti fa abbattere l’antico Torrione nello slargo di San Giuseppe ora via IV Martiri. Il Torrione era la torre d’avamposto delle antiche fortificazioni dei due castelli Inferiore e Superiore

1814

21 Maggio, caduto Napoleone Bonaparte, il Piemonte ritornò sotto il dominio della Regia Casa Sabauda, così pure Fara.

1830

1 Maggio, il Cardinale Giuseppe Morozzo, Vescovo di Novara, consacra la Chiesa Parrocchiale di Fara.

1835

Vi è un’epidemia di colera.

1836

26 Agosto, il Re Carlo Alberto, tornando dal Sacro Monte di Varallo passa per Fara. Il rimellese Dottor Giacomo Reale, medico di Fara, ed il Sindaco Damiano De Gasparis, sul ponte della Mora di Via Stoppani, consegnano al Re una supplica per fare una nuova strada da Briona a Ghemme, perché: “la strada provinciale che scorre lateralmente all’impetuosa Mora era purtroppo occasione di frequenti disgrazie e sovente di vittime spinte da mani delittuose a rotolare mute e fredde nelle acque del vicino acquedotto”. Il Re accolse l’istanza.

1841 - 1843

Nello Stato d’Anime si legge: Casa detta il Castellone è dei coniugi Pietro Faccino e Teresa Gorino.

1846

E’ finita la nuova strada provinciale da Briona a Ghemme con una spesa di oltre 300.000 lire.

1849

23 Marzo, battaglia della Bicocca di Novara fra Piemontesi al comando del Generale Alberto Chrzanowski ed Austriaci al comando del feldmaresciallo Radetzky.
23-24 Marzo, soldati piemontesi, sconfitti a Novara, saccheggiarono parecchie case di Fara. Dal 24 sera al 27 marzo si fermarono a Fara un corpo di truppa Austriaca di circa 15.000 uomini, che pretesero per il loro mantenimento roba per un valore di 8.113 lire.
Aprile, Maggio, Giugno, alloggiarono a Fara molti soldati austriaci.

1850

La malattia che preoccupava di più era l’oidio della vite che distruggeva l’uva.

1853

Bartolomeo Borgia inizia a diffondere la Religione Protestante e a fare proseliti.

1854

Epidemia di colera asiatico, a Fara sono morte 45 persone di colera, 14 donne e 31 uomini.

1858

Costruito il Cimitero per Acattolici o Protestanti, era diviso in 33 spazi per tumulare nella terra 33 bare.

1863

8 Aprile, Vittorio Emanuele II Re D’Italia, decreta che il Comune di Fara è autorizzato ad assumere la denominazione di Fara Novarese.

1870

Si diffonde la Fillossera della vite, arreca gravi danni.

1871

“Prima del 1871 nomavasi semplicemente Fara, da tale anno in poi per distinguerla dalle altre terre omonime, praticasi unirvi il nome del Fiume Sesia” (Grilli De Gasperis pag. 50). Non sò dire perché si rifiutavano di dire Fara Novarese, come aveva decretato il Re nel 1863. Infatti sui documenti della Curia Novarese e sulle cartoline postali del primo novecento troviamo scritto Fara Sesia e non Fara Novarese.

1873

16 Novembre, il Re Vittorio Emanuele II decretava che il Comune era autorizzato a comperare una casa per collocarvi la Scuola Infantile Comunale che nel 1881 diventerà Asilo Stoppani Francesco fu Francesco Antonio, fratello Eusebio e Sorelle.

1876

Dissodando la boscaglia fra Fara e Carpignano sotto circa un metro si scoprirono tombe romane del tempo di Augusto e Tiberio come lo manifestano le monete trovate nelle urne cinerarie.

1879

Nasce la Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso.

1880

Anche in Italia compare la peronospora della vite che incomincia a produrre gravi danni ai vigneti nel 1884.
L’Arciprete Don Pietro Rabaini di Borgomanero fa edificare la Canonica o Casa Parrocchiale.

1881

22 agosto, la colonna di sarizzo con in cima la Croce (vedi anno 1575) che si trovava in Piazza è stata portata al Cimitero. “ Una croce sopra base di pietra elevavasi all’altezza di 6 metri circa, occupando uno spazio di metri 4,50 innanzi alla Casa Comunale, quasi a ricordare il peso dei sacrifici che gli eletti alla pubblica cosa devono sopportare. Era sentito pubblicamente il bisogno di togliere questo impedimento alla pubblica viabilità, ed allo svolto e maneggio dei carri accedenti al Peso Pubblico”.

1883

22 febbraio, inaugurazione del tronco di Ferrovia Novara-Romagnano.

1884

1 Novembre, inaugurazione del tronco di ferrovia fino a Grignasco.
6 Maggio, si aprì al pubblico servizio la linea del Tramway Fara, Biandrate,Vercelli e poi Fara, Biandrate Novara.

1885

5 Aprile, Domenica di Pasqua, inaugurazione del Tempio Evangelico.
28 Settembre, inaugurazione del tronco di ferrovia fino a Borgosesia.

1886

11 Aprile, inaugurazione del tronco di ferrovia fino a Varallo.
Il dislivello fra la stazione di Novara e quella di Varallo risultano di m. 301,20, essendo Novara a m. 149 e Varallo a m. 450 sul livello del mare. Lungo tutta la linea vi sono 8 stazioni.

1890

Proprietario del Castello di sotto o Castellone era Taccone Pietro, alla sua morte ereditano il Castellone i Fratelli Miglio (non conosciamo le date giuste).
Dai Borsotti, eredi di Amalia Poulet, il Castello di sopra veniva venduto all’industriale cavalier Pariani di Intra.
11 Settembre, muore a Fara il pittore sannazzarese Paolo Maggi.

1895

Nasce la Società Anonima Cooperativa fra gli Agricoltori, Società di ispirazione cattolica.
10 Giugno, il Vescovo autorizza l’adattamento della Chiesa di Santa Marta a Sagrestia della Chiesa Parrocchiale di Fara.

1897

Finalmente viene affrancata la Decima del vino, che nel corso dei secoli aveva causato tanti guai, massimo l’interdetto Ecclesiastico (vedi anno 1594). La fine della decima del vino è stata stabilita fra il Vescovo Mons. Edoardo Pulciano e il sindaco Francesco Baccalaro. L’origine della decima dei frutti della terra di Fara era di carattere sacramentale cioè puramente ecclesiastico. Tutti i viticultori dovevano ogni anno al Vescovo un certo quantitativo del vino da loro prodotto, parte in natura parte in moneta. La quantità veniva stabilita ogni 5 anni. Nel 1585 la comunità di Fara era tenuta a dare 9 botti di vino rosso o bianco, a scelta del Vescovo, oltre a 240 lire imperiali da consegnare a Novara in Episcopio il giorno di San Martino.

1901

Costruzione del nuovo Battistero, progetto e disegno di Eugenio Reale di Fara, ingegnere.

1903

1-2-3 agosto, Terza Traslazione di San Damiano. Feste centenarie dalla Traslazione del 1802.

1905

9 aprile, inaugurazione del ponte sulla Roggia Mora di Via Stoppani, eseguito su disegno dell’Ingegnere Eugenio Reale.

1908

4 Giugno, la chiesa di San Pietro al Cimitero è dichiarata Monumento nazionale.

1909

La ditta Alberti ha fatto l’impianto di luce elettrica in chiesa.

1910

Prima Cantina Sociale, sorge fra 5 grossi possidenti: i Prolo detti Manun e Giuleti ed i fratelli Porzio Vernino che gestivano anche una trattoria a Novara. La Cantina sociale chiude nel 1916 a causa della 1° Guerra Mondiale.

1911

Nasce la latteria sociale.
3 gennaio, nasce la Società la Farese, Società di Assicurazione contro gli incendi.

1913

La “Fonte della Salute” comunemente chiamata “Potabile” fa sgorgare dalla profondità di 57 metri la prima acqua chimicamente potabile messa a disposizione della sete dei faresi.

1915

Il Cavalier Pariani vende il Castello Superiore alla Congregazione dei Servi della Carità o Guanelliani, che lo trasformano a più riprese adattandolo prima a Seminario e poi a Collegio per giovani studenti.

1916

29 Luglio, per prendere possesso del Castello partirono a mezzogiorno dalla Stazione Ferroviaria di Como Borghi e arrivarono a Fara alle ore 6 di sera, 20 chierici accompagnati dal Superiore Generale Don Aurelio Bacciarini, da Don Leonardo Mazzucchi, primo rettore dell’Istituto San Gerolamo e da Don Calvi.

1921

15 Gennaio, esce il primo numero de “ Il Giornaletto di Fara Novarese” bollettino quindicinale della Parrocchia.
31 Marzo, La Banca del Piccolo Credito Novarese apre a Fara .
1 Giugno, La Cassa di Risparmio di Novara apre a Fara.

1923

Dicembre, è sorto il Parco delle Rimembranze a ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale 1915-1918 . Erano tanti pini piantati nel prato della fiera, dove si facevano le fiere di Fara. Ora su quel terreno vi è l’Asilo Infantile Comunale Stoppani.

1924

7 Agosto, inaugurato il Monumento dei Caduti della Guerra 1915-1918. La colonna commemorativa si trovava in piazza davanti alla Casa Comunale.

1927

Giugno, rifatto lo scalone del cimitero che era tutto rotto.

1928

11-12-13 agosto, quarta traslazione di San Damiano.

1930

Settembre, la Banca del Piccolo Credito Novarese è assorbita dalla Banca Popolare di Novara. Inaugurato il nuovo peso pubblico.
Dicembre, si fa la fognatura in Via Stoppani.

1931

Marzo, il lavatoio davanti al Mulino Negri in Piazza scompare e la Roggia Cantorina sarà interamente coperta. Il ponte sarà allargato e una cancellata chiuderà gli accessi laterali.
Giugno, fatta la fognatura in Via Tosalli, Mazzini, Stoppani e relativa sistemazione stradale.
30 Maggio - 2 Settembre, i fascisti hanno chiuso per tre mesi, confiscando le relative Bandiere che poi hanno restituito, i Circoli Cattolici di San Damiano e di Santa Agnese.

1932

30 Novembre, inaugurato il nuovo Palazzo Comunale, il Monumento ai Caduti è stato trasferito sul Piazzale della Stazione, dove si trova ancora.

1933

Selciatura della strada del cimitero e di Via XX Settembre.

1934

Maggio, fatto fognature in Via Gallarini e via IV Martiri.
28 Ottobre, arriva a Novara l’ultima corsa del tramway partito da Fara.
Costruito il Mulino della Latteria Sociale in Via XX Settembre.

1935

D’ordine del Partito Nazionale Fascista chiude e liquida la società La Farese. Società di Assicurazione contro gli incendi.
Novembre, c’è stata la raccolta dell’oro per la Patria, le persone sposate erano quasi obbligate a donare le loro fedi e catenine. Il governo ha poi dato delle fedi di ferro con inciso: ”ORO ALLA PATRIA 18-11-35-XIV".

1937

4 Luglio, I sacerdoti Pietro Spagnolini e Attilio Torelli dicono a Fara la loro prima messa. Grandi festeggiamenti con banda musicale e pranzo all’Albergo dei TRE RE.

1940

Aprile, Furto dei monili d’oro della Madonnina delle Grazie al cimitero.
10 Giugno, l’Italia dichiarava guerra alla Francia ed all’Inghilterra. Inizia la II Guerra Mondiale.

1943

Maggio, requisite dal governo due campane: il campanone e la II campana.
10 Luglio, truppe Anglo-Americane riescono a sbarcare in Sicilia, portano la guerra in Italia.
25 Luglio, caduta di Mussolini e suo arresto. Costituzione di un nuovo governo non fascista.
8 Settembre, proclamazione dell’Armistizio fatta dal Generale Badoglio.
9 Settembre, il Re Vittorio Emanuele III, il Governo e lo Stato Maggiore lasciano Roma e si trasferiscono a Brindisi.
12 Settembre, Mussolini è liberato dai Tedeschi a Campo Imperatore sul Gran Sasso.
24 Novembre, il nuovo governo fascista adotta per i territori controllati la denominazione definitiva di Repubblica Sociale Italiana. Inizia la guerra civile.

1944

21 Giugno, i Partigiani attaccano il Presidio della Guardia Nazionale Repubblicana e catturano i Militi con tutto il loro equipaggiamento. Il Presidio si trovava nella ex caserma dei RR Carabinieri verso Sizzano.
9 Luglio, sulla strada per Barengo tre giovani Faresi ed un internato slavo vengono trucidati dai fascisti della Brigata Nera Augusto Cristina di Novara.
18 settembre, in piazzetta, in una sparatoria tra fascisti e partigiani muore il partigiano Bosco Luciano.
5 Ottobre, i partigiani attaccano ed espugnano il secondo presidio della Guardia Nazionale Repubblicana. Nella stessa notte del 5 Ottobre, dopo aver espugnato il presidio, i partigiani si scontrano in piazzetta con un gruppo di quaranta militi della Brigata Nera arrivati da Novara. Dopo la sparatoria rimangono a terra otto morti dei militi della Brigata Nera.
6 Ottobre, da parte fascista si scatena su Fara una dura reazione. Parecchie case vengono saccheggiate. Dodici Faresi vengono presi come ostaggi e portati in prigione a Novara. Nel pomeriggio vengono incendiate le stalle dell’Albergo dei Tre Re in piazzetta. Nel rogo delle stalle muore anche un asinello chiamato Giulietta e conosciuto da tutti i ragazzi di Fara. Sul paese veniva posta una taglia di lire 800.000.

1945

16 Marzo, il terzo presidio, che si trovava in piazza nella casa della Società Operaia Agricola, viene attaccata dai partigiani. Dopo una sparatoria durata sei ore i fascisti si arrendono. Sono morti tre fascisti e due partigiani.(vedi A.Demarchi - Fara Novarese 1944-1945).
22 Marzo, il partigiano Mario Porzio Vernino di Fara è stato fucilato nel cimitero di Argentera, frazione di Rivarolo Canavese. A Lui è stata intitolata la Piazzetta Mario Porzio Vernino.
25 Aprile, fine della guerra.
8 Luglio, sulla strada per Barengo, sul luogo dell’eccidio dei quattro giovani è stato inaugurato il Monumento a ricordo del triste fatto.

1946

19 Maggio, in aiuto della Parrocchia sono arrivate le suore di Maria Immacolata Regina Della Pace, dette Pianzoline.

1947

20 Luglio, inaugurato il Nuovo Salone Teatro Parrocchiale.
Ottobre, si sono costituite le A.C.L.I. Ass.Cattolica Lavoratori.

1948

Luglio, benedette dal Vescovo e pagate dal Governo sono salite sul campanile le due campane che sostituivano quelle che erano state requisite nel 1943 a causa della guerra.

1949

Aprile, inizia a funzionare il Cinema Parrocchiale.
20 Luglio, chiude il Seminario San Gerolamo. I seminaristi partono per Anzano del Parco (Como). Il Seminario viene trasformato in Collegio.
Settembre, apre il collegio San Gerolamo, con 2°-3°-4°-5° elementare e 125 studenti.

1952

La famiglia dell’Ingegnere Stangalino acquista il Castellone dalla famiglia Miglio.

1953

dal 2 al 9 Agosto, quinta traslazione di San Damiano.

1954

Luglio, Inaugurazione del Ponte dei fiori sulla Mora è stato pagato dalla gente di Fara.

1956

30 Settembre, è stata inaugurata la Cantina Sociale del Colli Novaresi.

1958

Fino al 1958 la Curia Vescovile sull’Annuario Diocesano “Novaria Sacra” Fara era denominata Fara Sesia.

1959

Su Novaria Sacra compare per la prima volta Fara Novarese.

1960

Restauro del campanile, della facciata, del portico e delle parti esterne della Chiesa.

1961

23 Aprile, inaugurata la Bonifica Irrigua di Fara;
3 Novembre, inaugurazione del Maglificio Ardex di Vigano, poi è diventato deposito della ditta Omarini.

1962

E’ stata inaugurata la Filatura Manifattura Helvetia della Società Crespi.

1965

7 Marzo, ultimo giorno per la Messa in Latino.
Il Tempio Evangelico è stato venduto a privati.
Settembre, le suore entrano a dirigere l’Asilo.
Ottobre, iniziano le lezioni nelle nuove scuole elementari.

1966

La Manifattura Sesia S.R.L. inaugura il nuovo stabilimento verso Sizzano.

1967

Settembre, automazione delle Campane.

1969

13 Agosto, Decreto del Presidente della Repubblica Onorevole Saragat:
”Riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino FARA ed approvazione del relativo disciplinare di produzione”.

1970

Collegio San Gerolamo inaugurato il nuovo fabbricato per le scuole medie ed il teatro capiente di 400 posti.
Settembre, regalate le corone d’oro al Bambino ed alla Madonna del Rosario.
Ottobre la terza campana si è rotta, si era fatta una crepa, ed è stata rifusa e rifatta nuova.

1972

28 Gennaio, nasce l’associazione Amici di Fara.

1975

Restauro dei dipinti dell’Abside della Chiesa di San Pietro al Cimitero.

1976

L’ex cinema Parrocchiale è stato trasformato in due saloni polivalenti.

1977

E’ stato rifatto il tetto della Chiesa Parrocchiale.

1978

Dal 26 Agosto al 3 Settembre, Sesta traslazione di San Damiano.
E’ stato messo sul Campanile l’orologio a quattro quadranti.
14 aprile, nasce l’O.F.T.A.L.
Novembre, l’acquedotto entra ufficialmente in funzione.

1979

Inaugurati i due saloni polivalenti parrocchiali.
Primo numero del” Grappolo” giornaletto parrocchiale.
Marzo, primo numero di “Funghi ed ambiente” giornaletto del Gruppo Micologico G.Bresadola di Fara.
Maggio,fatto le tombe nuove al Cimitero.
Settembre, iniziano i lavori di ampliamento dell’Asilo.
13 Novembre, Damiano Spagnolini compie 100 anni.

1981

Ripetitore nelle Nocche (Foto M. Mormile - 2001)
La Società Telefonica S.I.P. costruisce il Ripetitore nelle Nocche. E’ una torre di cemento alta 85 m. fuori terra con sopra un’antenna di ferro alta 15 m. Totale altezza m. 100 più 20 m. sotto terra. La torre è un cilindro di cemento di m. 6,60 di diametro esterno e m. 6,10 di diametro interno. All’interno un ascensore porta sulla cima.

1982

Marzo, rifatto il Ponte sulla Roggia Canturina in Via Cavour o Rova 'd Mez.
Agosto, La Società Operaia Agricola festeggia i 100 anni di vita.

1983

3 Settembre, inaugurazione della Piazza della Archionata.
17 Luglio, inaugurato il nuovo impianto di Motocross nel bosco del Munzèn. Pista lunga 1.900 metri. Nasce la Bocciofila Farese.
Ottobre, viene aperta la nuova Piazza dell’Archionata che ospiterà il mercato del giovedì.

1984

Maggio, si è costituito tra i comuni della bassa Valsesia un consorzio per la depurazione delle acque reflue per la realizzazione di un depuratore nel territorio di Fara.
I Guanelliani che erano arrivati a Fara nel 1916 ed avevano aperto un loro Seminario nel Castello Superiore e nel 1949 avevano trasformato il Seminario in Collegio per studenti ora chiudono definitivamente il Collegio San Gerolamo.
I Guanelliani affittano ancora alcune aule al comune di Fara che aveva posto lì la sede del distaccamento delle Scuole Medie.
Tutto il fabbricato della Latteria Sociale in Via XX Settembre è stato ceduto al comune.
29 Agosto, inaugurato il Nuovo Complesso Sportivo Comunale: campo di calcio, bocciodromo, campo di tennis, parco giochi per bambini, bar e campetto.
3 Novembre, il Papa passa da Fara in automobile; veniva da Pavia e andava al Sacro Monte di Varallo.
Novembre, firmata la convenzione con la SODIGAS, ditta che provvederà all’installazione delle tubature, degli impianti ed alla distribuzione del gas metano, fornito dalla SNAM.

1985

Gennaio, eccezionale nevicata durata 3 giorni che ha lasciato sul terreno ben 80 cm di neve.
Marzo, la CARIPLO Cassa di risparmio delle Province Lombarde apre in Piazza nella sua nuova casa. Costruito il Nuovo Ponte sulla Mora in zona archionata. Costruita la condotta fognaria da Romagnano al depuratore.

1986

28 Settembre, festeggiati i 30 anni della Cantina Sociale.
Dicembre,sono state vendute le ultime 30 mucche da latte degli agricoltori faresi.
Nel cortile della ex Latteria Sociale sono stati costruiti tre locali adibiti ad ambulatori della USSL.

1987

8 Gennaio, è nata la sezione AVIS.
Rifatto il tetto della Chiesa di San Pietro al Cimitero. Inizia l’erogazione del gas metano.
Rubati i due acquasantini in marmo della Chiesa di San Pietro al Cimitero.

1988

Il fabbricato della Latteria Sociale è stato demolito.
30 Maggio, nasce l’Associazione Turistica Pro Loco.
23 Maggio, il Consiglio Comunale decide di fare confezionare il Gonfalone Municipale.
4 Luglio, è stato attivato il depuratore.

1989

Iniziata la costruzione della palestra.
19 Maggio sul campanile è stata messa la nuova Croce.
Marzo, nuovo pozzo dell’acquedotto nelle vignole, profondo 126 metri.
24 settembre, inaugurato il nuovo Centro Vendita di prodotti vinicoli aperto presso la Cantina Sociale.

1990

Maggio, si costruiscono nuove cappelle e loculi al cimitero.
15 Maggio, i Guanelliani vendono l’Istituto San Gerolamo o Casctel alla Società i Cedri.
29 Ottobre, la Giunta Regionale del Piemonte riconosce la Personalità Giuridica privata della fondazione Porzio Vernino Ezio.
Novembre, Inaugurazione delle nuove Scuole Medie e Palestra; costo delle scuole medie 700 milioni, costo della palestra, che misura 32 x 19 metri, lire 800 milioni.

1991

Ampliamento della palestra; nasce l’Unione Sportiva Farese.
Aprile, il Comune di Fara si avvale della assistenza del G.R.E.S. Gruppo Radio Emergenza Sizzano.
31 Luglio, è stato approvato il nuovo Statuto comunale. E’ stato soppresso il passaggio a livello F.F.S.S. al chilometro 19+001 che collegava la strada comunale XX settembre con la strada vicinale Gesiole.
12 Dicembre, la Società Operaia Agricola vende la casa in Piazza al comune.

1992

16 Gennaio, demolito il Tempio Evangelico.
Agosto inizia a funzionare il semaforo in piazzetta; Marzo inizia una borsa di studio intitolata a Luigi Baccalaro da devolvere ad un giovane seminarista bisognoso.
Settembre, finito il restauro della chiesa di Santa Marta.

1993

10 Ottobre, inaugurata la Casa di Cura Privata i Cedri S.p.A..

1994

Restaurate e fatto un nuovo tetto alle 60 cappelle del Cimitero Superiore. Costo lire 230.320.175.=.
Ottobre, iniziano i lavori per la ristrutturazione del Municipio.
22 Agosto, il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, nella persona del Ministro Fisichella, vista la legge 1 Giugno 1939 n. 1089 sulla tutela delle cose di interesse artistico o storico, decreta: “che l’immobile Castello detto “CASTELLONE” viene sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa del 1 Giugno 1939 n. 1089. A cura del Soprintendente per i beni ambientali e architettonici del Piemonte esso verrà ,quindi, trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, ed avrà efficacia anche nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo”.

1995

Restaurate e fatto un nuovo tetto alle 19 cappelle poste alla quota inferiore del cimitero Comunale. Costo L. 58.900.000.=.
Settembre, fatto muro di contenimento della riva del Cimitero, dopo uno smottamento.
28 settembre, un incendio distrugge la Filatura Manifattura Helvetia.
22 Ottobre, i ladri rubano la statuetta della Madonna delle Grazie, una tela del 1600 e due messali dalla Chiesa di San Pietro al Cimitero.

1996

Ottobre, nel cimitero superiore fatto fognatura, pavimento con autobloccanti e aiuole.
Novembre, il Municipio ha comperato il Mulino e Casa Negri in Piazza.
Dicembre la Casa di Cura I Cedri, ha aggiunto alle sue moderne attrezzature una camera iperbarica. E’ la più grande del Piemonte e può ospitare sette pazienti ed il medico di servizio. Il centro iberbarico è lungo circa 10 metri, alto quasi due e ha un volume di 14 mila litri. L’intera struttura è costata alla S.I.P.I., società che gestisce il servizio all’interno de “I Cedri”, 800 milioni circa. La medicina iperbarica è utile in tutti i casi di patologie legate alla scarsa presenza di ossigeno nel corpo.
28 Dicembre, Camilla Colombara vedova Molina, vive a Fara dal 1991 presso la pronipote Giancarla Sguazzini insieme al nipote di 87 anni Pietro Sguazzini. Camilla Colombara è nata a Casalbeltrame il 28 Dicembre 1894 e quindi a Fara il 28 Dicembre 1996. Festeggia il suo centoduesimo compleanno.

1997

19 Marzo, Giuseppina Reale compie 100 anni.
Dal 20 marzo al 10 Aprile, dalle ore 19 alle 20,30 circa, in direzione Nord-Nord Ovest si vede molto bene e grande la cometa Hale Bopp così chiamata dal nome dei due scienziati che la scoprirono il 23 Luglio 1995. Questa cometa passò vicino alla terra al tempo dei faraoni e ripasserà fra circa tremila anni. La testa della cometa misura circa 50-70 km.e passa a circa 193 milioni di km dalla terra.
1-31 Maggio, festeggiamenti per la nuova statua della Madonna che sostituisce quella rubata nella Chiesa del Cimitero il 22 ottobre 1995. la nuova statua è opera dello scultore Conrad Moroder di Ortisei ed è una copia della Madonna con Angeli dello scultore belga Daniel Mauch fatta intorno all’anno 1535. L’originale si trova nella chiesa parrocchiale di Dalhem vicino a Liegi.

1998

4 Settembre, presentato ufficialmente il “Centro Studi Fara Langobardorum”.
Ottobre, fatto il muro di contenimento della stradina che và dal cancello alla scala che porta al Cimitero.
Ottobre, restaurata la facciata della Casa Parrocchiale.
Chiesetta di San Giulio, restaurati gli affreschi da Silvana Bramante.
31 Dicembre, nasce una nuova moneta europea l’EURO. Lire 1936.27 = 1 Euro.

1999

Giugno, iniziano i lavori di riordino e restauro della Chiesa Parrocchiale.
Fusione per incorporazione fra le Cantine Sociali di Fara e Oleggio.
20 Marzo, Assemblea dei Soci di Oleggio
28 Marzo, Assemblea dei Soci di Fara.
Scuola Materna - con l’anno scolastico 1999-2000 l’Asilo passa statale. Le suore lo lasciano. Erano entrate nell’Asilo nel settembre 1965 quando la Direttrice Maria Chierico era andata in pensione. Le Suore sono rimaste all’Asilo per 34 anni.
15 Novembre, inizio dei lavori di rifacimento della pavimentazione di Piazza Libertà. Costo L. 288.413.600.
18 Dicembre, mostra fotografica e presentazione del progetto "Strada dei Ronchi" a cura del Centro Studi Fara Langobardorum presso la Casa di cura I Cedri.
4 dicembre, muore Giuseppina Reale all’età di 102 anni. Era nata il 19 marzo 1897.

Cristo Risorto (Foto A.Demarchi 1999)
Cristo Risorto, dipinto da Paolo Maggi nel 1888. Soffitto del coro della Chiesa Parrocchiale.

Il Castellone (Foto A.Demarchi 1999)
Il Castellone

Dal 2000 in poi...

2000

30 giugno, in via Tosalli é stato inaugurato il centro di custodia infantile: Il Nido dei Piccoli.
7 luglio, iniziano i lavori di restauro della facciata della Chiesa Parrocchiale.
28 luglio, dalla Zecca, stamperia della Banca d'Italia, escono le ultime lire. I biglietti di banca hanno valore ndi 5.000 lire.
3 agosto, esce il primo numero del giornale: "Tra Sesia e Agogna".

Tra Sesia e Agogna

20 settembre, in piazza Libertà é stato messo l'arredo urbano composto da sfere e fioriere di granito.
2 ottobre, Padre Alberto Gnemmi é stato eletto Parroco ad Aosta, nella Parrocchia di Maria Immacolata.
2001

5 marzo, il Municipio inizia la ristrutturazione di Casa Negri, in Piazza.
6 aprile, hanno rubato la Madonnina della Chiesa del Cimitero.
19 aprile, hanno tolto la cancellata di Casa Negri, in Piazza.
19 luglio, finito il restauro della facciata e del portico della Chiesa Parrocchiale.
20 luglio, completato l'asfaltatura di via Tosalli.
20 ottobre, il Centro Studi Fara Langobardorum ha messo i cartelli turistici davanti alla Chiesa Parrocchiale e alla Chiesa di Santa Marta.
21 ottobre, inaugurazione ufficiale della facciata della Chiesa restaurata.
15 dicembre, presentazione del sito internet del Centro Studi Fara Langobardorum presso la Biblioteca Comunale.

2002


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