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ANNALI DI FARA
Dal 902 al 1999
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Dal 2000 in poi...
Nel Coro della Chiesa Parrocchiale intitolata ai Santi Fabiano Papa e Sebastiano vediamo questo bel quadro dipinto nel 1729 dal pittore Giuseppe Antonio Tosi detto il Cuzzio di Oleggio Galulfo (1 febbraio 1671 - 1 maggio 1764). La cornice di marmo nero e di marmo misto di Francia, con bel fregio al centro di ogni lato, misura m 4,50 in altezza e m 3,60 in larghezza. E' stata fatta dal maestro Martino Buzio, lavoratore del marmo. Il quadro rappresenta la Madonna con Gesù Bambino, San Pietro e San Paolo, titolari della Parrocchia e San Fabiano Papa e San Sebastiano, titolari della Chiesa. |
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| 902 |
Troviamo la prima menzione scritta dell'insediamento di Fara.
Anno in cui è ricordato un suo abitante, già morto, Zanone de Vico Fara. |
| 955 |
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| 1025 |
L'Imperatore di Germania Corrado II, detto il Salico, diede in feudo ai Conti di Biandrate, oltre a Biandrate e paesi adiacenti, anche i luoghi fino alla bocca del Verbano, tutti i paesi della Sesia, dell'Ossola e alcune terre del Milanese. Era compresa anche la terra di Fara (Bascapé, Novaria Sacra, pp. 261 - 361 - 338 -). |
| 1132 |
25 giugno, il Pontefice Innocenzo II con una sua bolla conferma ai Canonici della Chiesa Novarese diritti feudali e decime in territorio di Fara ed in altri territori. |
| 1133 |
27 aprile, Trinopola da Fara con un suo istrumento diede in dono al Capitolo della Cattedrale di Novara un prato ed una sua casa situati nella Porta di S. Agabio in Novara. |
| 1154 |
Lo storico Ottone di Frisinga scrive che il Conte Guido di Biandrate era feudatario anche di Fara ed era grande amico del Comune di Milano e nemico di Novara. Alla Dieta di Würzburg Federico Barbarossa concede al Conte Guido di Biandrate il diploma di conferma di tutti i suoi domini compresa Fara. |
| 1156 |
I Novaresi ed i Pavesi in guerra contro Milano occuparono anche Fara ma il Conte di Biandrate la riprese dopo poco. |
| 1157 |
Per la prima volta troviamo nominata in un documento la Chiesa di San Pietro al Cimitero. |
| 1163 |
1 marzo, i Marchesi di Romagnano ottennero da Federico Barbarossa piena conferma del feudo di Romagnano dal quale dipendevano vari paesi fra i quali anche Fara con Sizzano e Ghemme. |
| 1168 |
Le Milizie della Lega Lombarda sconfiggono e distruggono il Castello di Biandrate per liberare gli ostaggi portativi da Federico Barbarossa.
Il Castello di Fara passa sotto Novara. |
| 1191 |
16 ottobre, Guido figlio del dominus Uberto di Fara permuta una sua casa con un'altra casa più grande dei Canonici di Santa Maria. All'atto erano presenti prete Gualberto di Sizzano e i sacerdoti Pietro e Giovanni da Fara. |
| 1217 |
Li 14 dell'uscente dicembre (cioè li 18 dello stesso mese) Ind.... Carta assai cancellata contenente il precetto intimato sotto il Palazzo del Comune di Novara dal Signor Ugone di Camodea Console di giustizia a Lamberto intorno alla possessione e suoi frutti spettanti al Monistero di S. Nazzaro di Biandrate situati in Loco Fara. |
| 1234 |
Martino da Fara era il pedagerio del ponte vecchio sul Ticino. Gli ambasciatori di Vercelli passando su quel ponte dovettero pagare a Martino quattro mezzani per ciascun cavallo. |
| 1246 |
25 aprile, al Trattato di pace fra le città di Milano, Novara, Vercelli e Pavia intervennero e lo firmarono unitamente a molti altri Cazzaguerra e Marco da Fara. |
| 1251 |
3 febbraio, promessa fatta dagli uomini di Fara di vendere al Conte Uberto di Biandrate le case ivi deputate per farvi un Castello, esatto quel prezzo che verrà stabilito da Giacomo de Alaria, arbitro eletto. Rogato: Giacomo del fu Vellato Notaio del Palazzo.
(BSPN, n° 1, 1974, pag. 28). |
| 1258 |
15 maggio, con Atto rogato da Lanfranco di Gandulfo, Obizzone di Cavagliano vende Fara per lire 1605 a Guglielmo e Guidone fu Guido di Biandrate. |
| 1259 |
21 marzo, il Notaio Ugone da Fara rogò l'Atto con cui i Giudici Guidone, Testa e Roberto di Novara, ed i cittadini Michele Capra e Lotario Cavallazzo sottoscrissero per conto di Novara l'Atto di alleanza e di pace, già stipulato a Pavia nell'anno 1254 fra Novara e Vercelli. |
| 1272 |
Truppe novaresi a cavallo sloggiarono una banda di malfattori che avevano occupato il Castello di Fara. Le truppe novaresi si facevano chiamare dei Rotondi e facevano capo ai Tornielli. I malfattori presi prigionieri furono portati al Castello di Novara. |
| 1273 |
Il Podestà di Novara impone una tassa per pagare diverse persone, fra queste anche i soldati a cavallo che andarono a Fara ad assediare il Castello preso dai malfattori e li fecero prigionieri. |
| 1274 |
Il Podestà di Novara doveva fare cancellare le condanne di tredici individui. Fra questi c'era un certo Pietro da Fara. |
| 1275 |
10 ottobre, il Comune di Novara stipula alcuni patti con i Comuni della Valsesia, fra i firmatari vi è un certo Unrico da Fara. |
| 1292 |
30 giugno e 6 agosto, Cabrio di Fara che era Giudice ed Assessore del Podestà di Novara Guidotino Visconti compiva atti burocratici nel Comune di Novara. |
| 1312 |
1° luglio. Obbligo di Gulielmo di Vallemsesetto e Rufino di Fara Conti di Biandrà di pagare fra tutta la festa di tutti i Santi a Guidone de Purcilli anche de' Conti di Biandrà la loro rata di danari, e spese fatte per detto Guidone, à causa de' Privilegii concessi dà Enrico Re de' Romani à Conti di Biandrà. |
| 1318 |
Precetto del vicario del Podestà di Biandrà fatto a Corrado di Fara e Gio. de... di tener sotto sequestre appresso di loro lire 300 Imperiali che la Communità, ed omini d'esso luogo avevano esatte per li bandi spettanti alli Conti di Biandrà, e che non lo rilasino sino che la causa d'essi Conti sii riconosciuta in contraditorio della stessa Comunità. |
| 1328 |
Il Castello vecchio o Castellone fu ristrutturato da Calcino Tornielli che lo dotò di una torre di vedetta. |
| 1332 |
Fara era sotto i Visconti. |
| 1339 |
Cadde molta neve che durò fino a maggio rovinando tutte le seminagioni.
Non si fecero raccolti.
Venne una grande carestia.
Morirono molte persone.
Alla fame si aggiunse la peste che infierì specialmente a Momo, Bellinzago e Borgomanero. |
| 1341 |
16 marzo, con atto fatto sulla piazza di Fara i Consoli delegarono Guglielmo Ferrario a prenedere a mutuo una somma per pagare i debiti della Comunità di Fara. |
| 1356 |
Il Castello veniva espugnato, incendiato e distrutto con le sue fortificazioni dal Comandante Bertolotto Confalonieri, piacentino, che era al servizio del Signore di Milano Galeazzo II Visconti. Furono distrutti anche i Castelli di Sizzano, Morghengo, Momo e Mosezzo. Era un episodio della guerra fra Giovanni II Marchese del Monferrato e Galeazzo II Visconti. |
| 1361 |
Gli Inglesi assoldati dal Marchese di Monferrato, venivano dalla Francia ove vi era una epidemia di peste che diffusero anche nelle nostre terre ed assieme alle soldatesche di Galeazzo Visconti saccheggiarono il Novarese ed il Vercellese. |
| 1363 |
Tornarono i soldati inglesi che violentarono le donne, depredarono ed incendiarono il paese. |
| 1364 |
Alla grande miseria seguita ai saccheggi e alle distruzioni fatte dalle soldataglie si aggiunge una grande invasione di locuste o cavallette che divorarono tutto quello che trovarono nei campi. |
| 1374 |
A Fara e dintorni ancora un'epidemia di peste. |
| 1396 |
Giovanni Galeazzo Visconti fu creato Duca di Milano e Conte di Pavia dall'Imperatore Venceslao ed ebbe in dono molte terre di Lombardia con Milano, Novara e Vercelli con tutti i rispettivi loro distretti. Così pure Fara passò a far parte del Ducato Milanese. |
| 1402 |
A Melegnano muore di peste Giovanni Galeazzo Visconti, con suo testamento lascia il Ducato di Milano al figlio primogenito Giovanni Maria Visconti che cresciuto e sorretto da Facino Cane si dimostrò Duca tiranno e crudele.
Fu ucciso il 16 maggio 1412, a lui successe nel Ducato suo fratello Filippo Maria Visconti.
Fara era sempre sotto il Ducato di Milano. |
| 1424 |
Un certo Gaspare da Fara è discepolo Novarese del Cardinale Ardicino I Della Porta. |
| 1449 |
Mese di Marzo, le truppe di Giovanni Compeys comandante dei Savoiardi a nome del Duca Ludovico di Savoia, passarono il Sesia ed invasero il Novarese. |
| 1450 |
5 Luglio, il Referendario di Novara manda al Duca di Milano Francesco Sforza una relazione che contiene una descrizione di Fara: " Fara ha due Castelli e conta 50 fuochi; risponde alla città di Novara ed al Podestà perciò che concerne all'amministrazione della giustizia. Paga solo 12 lire di dazi del pane, vino, carni e traverso, mentre è obbligata per 150 bottali di imbottato". Appare in questo documento la prima indicazione dell'esistenza dei Due Castelli. Il CASTRUM INFERIOR detto VETUS (Castellone) ed il CASTRUM SUPERIOR detto NOVUM (Castello ora trasformato nella Casa di cura I Cedri). |
| 1451 |
Il Duca Francesco Sforza concede a Giovanni Pestamigli le entrate di Fara e lo autorizza a fortificare i due Castelli sulla collina. |
| 1452 |
Un grande incendio distrusse Fara. L'incendio fu tanto grave che indusse il Commissario degli alloggi del Duca Francesco Sforza, Podestà di Oleggio, il Dottor Battista di Borgo San Sepolcro, a scrivere una lettera al Podestà di Novara Giacomo Scrovegni perché usasse pietà verso la gente di Fara tanto duramente provata e la esentasse almeno per un anno da ogni tassazione. |
| 1463 |
28 Novembre, il Duca di Milano Francesco Sforza investe Francesco Attendolo nel Feudo di Fara, e successivamente Donato Borri il 22 Gennaio 1469. |
| 1474 |
8 Luglio, è il primo documento che ricordi in modo specifico il Castello Inferiore detto Vetus (Castellone) è in rapporto alla Cappella castrense di San Giovanni Battista, di cui in quel momento erano ancora patroni et advocati alcune persone della antica famiglia dei da Fara. Quel giorno alcune persone della famiglia da Fara si ritrovarono a Novara in casa di Nicolino da Fara, posta nella Parrocchia di San Giulio, e nominarono Cappellano della Chiesa castrense di San Giovanni Battista il figlio di Olrigino da Fara di nome Antonio. |
| 1477 |
26 Novembre, Il Feudo di Fara è stato confiscato ad Antonio Borri figlio di Donato, perché si era ribellato e poi il Feudo è stato concesso a GioGiacomo Trivulzio.
Fara era compresa fra le terre della squadra del Sesia.
Aveva due Castelli ed aveva cinquanta focolai tassati.
Per il dazio del pane, vino, carni e traverso pagava dodici libre ed inoltre aveva l'onere dell'imbottato espresso in quaranta bottali. |
| 1478 |
Da un documento sappiamo che nel Castello Inferiore (Castellone) esisteva una casa con portico in cui aveva abitato Giovanni Pistamiglio che riscuoteva le entrate di Fara e aveva fatto fortificare i due Castelli. Ora in quella casa agiva per concludere affari economici, Franceschina Caccia da Mandello. |
| 1499 |
7 Maggio, in una divisione di beni ereditari effettuata fra i due figli di Giacomo Cattaneo da Momo, Nicolino e Domenico, compare la prima testimonianza del Castello Superiore o NOVUM (ora clinica i Cedri). I due fratelli decisero di dividere il patrimonio costituito da beni a Castelletto di Momo, Pernate, Olengo e Fara. A Fara a Domenico toccò una casa in muratura posta tra le due porte del Castello Superiore, confinante con la strada centrale della fortezza e con la proprietà di Gaspare Tettone. Anche Nicolino ebbe una casa di abitazione nel medesimo castello, presso la porta superiore, coerente con immobili di Nicolino Tettoni e con il fossato della fortezza. |
| 1538 |
L'Imperatore e Re Di Spagna Carlo V vende per 225.000 scudi d'oro Novara ed il suo distretto a Pier Luigi Farnese Duca di Castro e di Parma. Fara fece parte del nuovo marchesato e spettò ai Duchi di Parma. Carlo V aveva elevato per "dignità" la sede novarese a marchesato. La città di Novara pagherà al Farnese un appannaggio annuo di 15.000 scudi d'oro. |
| 1546 |
27 Giugno, a Piacenza, il duca Ottavio Farnese ordinò che Fara fosse separata dalla giurisdizione del Podestà di Novara e fosse concessa in feudo al conte Filippo Tornielli, feudatario di Briona che era anche Generale degli eserciti spagnoli ed aveva stretti legami politici con Ottavio Farnese. Filippo Tornielli aveva ogni diritto giurisdizionale, ma senza i proventi fiscali. Dei Castelli non si faceva alcun esplicito riferimento e pertanto essi non rientrarono nella concessione. I proventi fiscali, non menzionati nell'investitura di Filippo Tornielli, appartenevano già da alcuni decenni alla famiglia Casella, proprietaria anche di una parte del Castello inferiore (Castellone). Fra il 1509 ed il 1530, metà feudo di Fara era stato comperato dal Cavaliere di Rodi o Gerosolimitano Francesco Casella. |
| 1561 |
Francesco Casella muore senza eredi diretti. Alla morte del conte Filippo Tornielli, feudatario di Fara diventò il figlio Manfredo Tornielli che acquistò dalla Camera Ducale di Milano la parte di feudo che era di Francesco Casella e diventò proprietario di tutto il Feudo di Fara. I Casella perdevano il diritto del feudo ma restavano esclusivi proprietari di tutto il Castello inferiore (Castellone). |
| 1570 |
Andrea Giovanni Casella acquistando la parte del prete Gerolamo Casella diventava proprietario di tutto il castello inferiore. La famiglia Casella si estinse nella prima metà del seicento. |
| 1575 |
Epidemia di peste che nel 1576-1577 arriva anche a Fara.
A ricordo della peste chiamata del Cardinale Carlo Borromeo i Reggenti del Comune fanno erigere una colonna.
"Dirimpetto alla porta grande della Chiesa Parrocchiale vi è una colonna di sarizzo.
Questa colonna è sopra due piedistalli di simil materia, il primo grande, maestoso in quadrato e con tre gradinate all'intorno similmente di sarizzo, e l'altro è posto superiormente al primo piedistallo archetticamente proporzionato". |
| 1578 |
Il Conte Rinaldo Tettoni acquista da Carlo Cicogna il feudo di Landiona. 28 Novembre, il duca di Parma, legittimo Signore, concede a Manfredo Tornielli, conte di Briona, il consenso di poter vendere il feudo di Fara al conte Rinaldo Tettoni, patrizio Novarese. |
| 1579 |
7 marzo, Manfredo Tornielli vende il feudo di Fara a Rinaldo Tettoni.
Con il feudo sono stati venduti i dazi del pane, vino, carni ed imbottato a cui si aggiungono i diritti giurisdizionali. Tutto è stato pagato lire 18.000.
In più è stato fatto questo patto: Manfredo Tornielli, conte di Briona, terrà il feudo di Fara fino alla morte e pagherà al Conte Rinaldo Tettoni una pensione annua di Lire 900.
Atto rogato dal Notaio GioBattista Tornielli. |
| 1583 |
Muore senza eredi diretti il Conte Manfredo Tornielli. |
| 1586 |
Il Conte Rinaldo Tettoni è il feudatario di Fara. |
| 1587 |
11 Novembre, Atto di confisca di beni: "Si è confiscato il feudo di Fara con il palazzo novo et con la casa vecchia detta il Castello (superiore o nuovo), la torghiera et torchio con il suo artificio e i suoi utensili e con 40 pertiche di sito di Ronco". Il Conte Tettoni dunque possedeva anche il Castello e una parte delle fortificazioni. In essa egli fece costruire un nuovo palazzo e nei precedenti edifici della fortezza alta sistemò le cantine, il torchio e i magazzini. |
| 1589 |
I beni confiscati: palazzo, castello con ronco sono stati stimati Lire 34.000. |
| 1594 |
Mese di Dicembre, da parte dell'Autorità Ecclesiastica diocesana era stata comminata contro la gente di Fara la sanzione canonica dell'Interdetto Ecclesiastico.
A causa del quale era sospeso ogni esercizio della vita sacramentale della Chiesa di Fara.
In quel tempo era in atto una lunga e aspra contesa per i pagamenti della decima del vino, fra la comunità di Fara e la Mensa Vescovile.
I Faresi si rifiutavano di pagare.
Ci furono gravi incidenti, sequestri di bestiame, spari di archibugiate contro i bargelli del Podestà e del Vescovo e persino con persone messe in carcere. |
| 1598 |
Alla fine viene tolto l'Interdetto Ecclesiastico, ma i malumori e le ripercussioni negative si protrarranno per alcuni anni. |
Segni tabellionari di Notai attivi a Fara nel 1600 e 1700. Il tabellionario era il simbolo che il Notaio poneva in ogni atto rogato da lui. Questi segni depositati che distinguevano un Notaio da un altro potevano essere riconosciuti anche dalle persone che non sapevano leggere.
| 1601 - 1616 |
Costruzione della Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano. Il progetto originale della Chiesa è del più grande Architetto novarese del seicento, il Cappuccino Frate Cleto da Castelletto Ticino (1556-1618). Fu allievo dell'architetto Pellegrino Pellegrini Tibaldi: Frate Cleto fù costruttore di molte chiese, conventi e del Sacro Monte di San Francesco di Orta. |
| 1603 |
In virtù della concessione dell'Imperatore Carlo V la Casa Farnese godette Novara e il suo territorio fino al 1603 quando il Conte di Fuentes, Governatore dello Stato di Milano, volle riunire Novara e suo distretto al Ducato di Milano. |
| 1612 |
Il Conte Rinaldo Tettoni muore a Racconigi a lui succede il figlio Tettoni Giovanni Battista. |
| 1613 |
I padroni dei mulini e beni delle terre di Fara, Ghemme, Sizzano e Briona, erano i Padri delle Grazie, il Marchese di Caravaggio ed il Cavalier Carl'Antonio Caccia i quali si adoprano per la costruzione della Roggia Molinara o Canturina e ne ordinano il modello. |
| 1625 - 1626 |
Si soffermò a Fara una truppa di soldati dell'Allemagna comandata dal generale Monsfeldt. |
| 1630 |
Grande carestia seguita dalla peste (chiamata dei Promessi Sposi) portata dai soldati Tedeschi venuti in Italia per la guerra di Mantova. In memoria della peste stabilirono di riconoscere festivo il giorno di San Rocco (16 Agosto). In Aprile, si stanziarono soldati spagnoli. |
| 1633 |
Notifica del feudo di Fara al Conte Giovanni Battista Tettoni figlio di Rinaldo Tettoni. |
| 1635 |
14 Ottobre, descrizione di Fara fatta da Matteo Tornielli fu Berardino, da 8 anni attuario civile e criminale di Fara e nato a Fara.
I punti essenziali sono: "a Fara non c'è Castello, roccha, fortezza né carceri.
Vecchiamente c'era un castello che ora va rovinando di giorno in giorno.
Dei dazii è padrone GiòBattista Tettoni che abita a Milano.
Vi sono due mulini e due forni". |
| 1637 |
Il Duca Odoardo Farnese è reintegrato nel feudo di Fara. |
| 1645 |
Dal 4 Novembre al 20 Novembre Fara fu saccheggiata dai soldati francesi capitanati dal Principe Tommaso di Savoia che portarono via tutto dalla Chiesa e dalle case persino le inferriate delle finestre e i catenacci delle porte. "Null'altro rimase per i poveri faresi che gli occhi per piangere". |
| 1647 |
10 Novembre, Monsignor Vittrizio Alessandro, Vescovo di Alatri, dona al sacerdote Francesco Maria Solari il corpo di San Damiano Martire. |
| 1648 |
Continuano gli alloggiamenti a militari e soldati. A quartiere d'inverno una porzione di soldati della Compagnia di Don Diego Quintanna. Nel mese di Luglio una porzione dell'Infanteria Borgognona e parte della Compagnia del Marchese di Cassano e la Cavalleria Spagnola. In novembre e dicembre parte dell'Infanteria Spagnola del Maestro di Campo Balderio Godina e di don Giuseppe Serra Doria. Inoltre fu ordinato ai faresi, per un anno, di montar la guardia sul campanile con una sentinella. |
| 1649 |
Febbraio alloggiò a Fara la Cavalleria Generale Gioseppo Velascho e in aprile parte della Compagnia del Maestro di Campo Balderio Godina. |
| 1650 |
Alloggiò il corpo militare di Don Carlo D'Este. |
| 1651 |
18 Giugno il sacerdote Solari nella Cancelleria Vescovile di Novara, con altri prelati, consegnò al Curato di Fara Don Francesco Mariscoto le Reliquie di San Damiano che vengono definitivamente portate a Fara. |
| 1653 |
9 Novembre, i Francesi al comando del Marchese Villa saccheggiarono e depredarono la Chiesa ed il paese meno la casa di Carlo Francesco Lango perché in essa alloggiava il Marchese Villa. I soldati uccisero anche un loro capitano che si era messo all'ingresso della Chiesa per difenderla da quelle mani sacrileghe. |
| 1655 |
Gennaio,erano acquartierati le truppe della Compagnia di Don Feliz Cabanillas e rimasero fino al 29 Dicembre. |
| 1657 |
Si fermò l'Infanteria Spagnola del Capitano Don Alfonso Bustamante III di Napoli, in aprile parte della Compagnia d'Infanteria Spagnola di don Giannettino Doria ed in Dicembre la Compagnia del Maresciallo di Campo Don Luis de Benavides 3° di Lombardia. |
| 1658 |
Il Marchese Francesco Serafini, Maestro di Campo, Generale e Prefetto del Castello di Piacenza (Castellano di Piacenza) acquista da Ranuccio Farnese il feudo di Fara e Vespolate. Atto rogato dal Notaio F. Mercantolo. |
| 1660 |
19 Febbraio, il duca di Parma Rainuzio Farnese rinuncia ai proventi del dazio di Fara che aveva precedentemente acquisito dai Tettoni, e perfeziona la vendita dei feudi di Fara e Vespolate al Marchese Serafini per il prezzo di Lire imperiali 25.920, 3 soldi e 9 centesimi. |
| 1663 |
Per viveri e foraggi ai soldati della Compagnia Piper i Faresi hanno pagato Lire 1642,17. |
| 1664 |
Per viveri e foraggi ai soldati della Infanteria Alemanna del Conte Alfonso Porzio, lire 1239,14. |
| 1665 |
Muore Filippo IV Re di Spagna, al trono di Spagna succede suo figlio di quattro anni Carlo II sotto la reggenza della madre Marianna d'Austria. |
| 1666 |
Agosto, muore il Marchese Francesco Serafini, feudatario di Fara. |
| 1667 |
26 Agosto, Diploma di Carlo II Re di Spagna, ossia della Regina Marianna d'Austria di lui tutrice e curatrice, per cui presta il di lui assenso e beneplacito alla traslazione fatta dal Duca di Parma col Marchese Francesco Serafini dei feudi di Fara e Vespolate, colla condizione che, mancando il Marchese Francesco senza discendenti maschi, succedesse il Marchese Orazio di Lui nipote, e suoi discendenti maschi in ordine di primogenitura. |
| 1668 |
22 Maggio, Notta delli Huomini della Terra di Fara che hanno prestato il giuramento di fedeltà al Marchese Serafini, fatta dal Cancelliere Giacomo Mantilariis di Romagnano.
Dichiarazioni fatte con interrogatorio "L'Hosteria si fa, et vi è anche la ragione della beccaria et prestino, come anche vi è l'imbotato ma tutto questo è ragione delle Convertite di Santa Valleria di Milano, insieme con il dazio del Traverso del Vino, che vuol dire che tutto il vino che esce dal territorio di Fara, vada dove si voglia, fuori che alla città di Novara paga soldi dieci per ogni bottale. |
| 1670 |
9 Aprile giuramento di fedeltà del Marchese Orazio Serafini, feudatario di Fara. |
| 1674 |
Memoriali sporti dal Marchese Odoardo Fortunato Serafini figlio del fu Marchese Orazio, per essere ammesso al giuramento di fedeltà per i feudi di Fara e Vespolate. |
| 1675 |
Si fermarono i Reggimenti di Tarantasia e del Chiablese e subito dopo un esercito della Regina d'Ungheria. |
| 1679 |
9 Marzo, Consegnamento fatto dal Marchese Odoardo Fortunato Serafini, feudatario di Fara e Vespolate dei dazi del bollino e macina posseduti in Vespolate, dei dazi del traverso, osteria, beccaria, macina ed imbottato di Fara. |
| 1686 |
19 Ottobre, da un documento apprendiamo che proprietario del Castellone divenne il nobile milanese Don Gabriele de'Tatti. |
| 1690 |
In occasione della guerra fra Francesi e Spagnoli il Castello fu nuovamente restaurato e munito di difese militari. |
| 1698 |
20 Aprile, Il Vescovo di Novara Giovanni Battista Visconti conferisce ai Parroci di Fara il titolo di Arciprete. |
| 1702 |
22 Gennaio, Il Marchese Odoardo Fortunato Serafini giura fedeltà a Filippo V Re di Spagna. Essendo morto nel Novembre del 1700, Carlo II RE di Spagna a Lui successe il Duca D'Angiò col nome di Filippo V. Riprese la guerra in Italia fra Francia e Spagna. |
| 1703 - 1704 |
Il Comandante Ignazio de Leone ordina ai faresi di fortificare il paese con delle palizzate e chiuderlo con sei cancelli.
Di profondare la roggia tutta al lungo del Paese.
Di fare delle fortificazioni e ripari ai due castelli, ove alloggiarono per un mese 60 soldati e due Ufficiali di Francia. Di fare la guardia ai ponti della Mora, ai sei cancelli et sopra il Campanile dal 26 Ottobre 1703 a tutto Aprile 1704.
Intanto si susseguivano gli alloggiamenti militari con grande spesa per i faresi. |
| 1704 |
8 Dicembre, "Dal Comandante il Corpo di Truppa stazionata in Ghemme venne ordinata la demolizione del Ponte Inferiore esistente sopra la Mora (quello di Via Gallarini).
A quest'oggetto furono requisiti delli uomini in Ghemme Sizzano e Briona per atterrarlo, unitamente alli terrieri e consumarono giorni quattro per demolirlo". |
| 1715 |
Termina il dominio dei Marchesi Serafini sul feudo di Fara. Aveva avuto inizio ufficialmente nel 1660. |
| 1717 |
Il feudo di Fara è tenuto da Gian Domenico Oltrona Visconti. |
| 1735 |
Penetrate le truppe Francesi e Sarde nel Milanese occuparono questo Ducato di Milano, allora Austria e Francia firmarono la pace a Vienna. In virtù di questo trattato di pace venne ceduto al Re di Sardegna Carlo Emanuele, il Novarese, il Tortonese e le Langhe. La pace durò pochi anni. |
| 1743 |
13 Settembre, con il trattato di Worms portò il Novarese e logicamente pure Fara sotto il governo Sabaudo. |
| 1744 |
5 Luglio, Prima traslazione di san Damiano. Frà Pietro da Miasino ha ricomposto il corpo di San Damiano e lo hanno messo in una Urna nuova. |
| 1746 |
5-6-7 Febbraio, si ferma l'esercito della Regina d'Ungheria con tutto lo Stato Maggiore. Si trattava di 14.000 uomini, 6000 cavalli, e 2000 muli. |
| 1753 |
19 Maggio, il Feudo di Fara è consegnato ai Ferrero. |
| 1766 |
Maggio, grande grandinata. |
| 1770 |
9 Novembre, Il Consiglio Comunale elegge San Damiano Martire Patrono di Fara. |
| 1776 |
Giugno, grandi grandinate che flagellarono la campagna, la collina e tutto il territorio che sembrava d'inverno. |
| 1794 |
Fara fu destinata a deposito delle campane requisite per essere inviate al regio arsenale di Torino per essere fuse. |
| 1795 |
2 Marzo, grande battaglia fra i faresi e l'esercito. |
| 1798 |
19 Dicembre, Re Carlo Emanuele IV fu costretto a firmare un atto in virtù del quale abbandonerà alla Repubblica di Francia, il Governo dei suoi Stati di terraferma, invasi dalle truppe Francesi, e partito da Torino si rifugiò a Cagliari. |
| 1799 |
20 Marzo, il Piemonte fu occupato dalle milizie Austro-Russe. |
| 1800 |
Castello Superiore, agli inizi del 1700 proprietario del castello era il conte Carlo Emanuele Tornielli e la Moglie Marchesa di Chatelier.
I due coniugi adottarono il figlio del conte Luigi Ferdinando Tornielli Rho di Lozzolo, Giorgio di Romagnano,che, alla morte del padre adottivo, ereditò anche la proprietà del castello di Fara. Il Castello rimase ai Tornielli sino alla fine del 1700.
Il Conte Carlo Maria Tornielli ordinava imponenti lavori e trasformava definitivamente l’antica proprietà dei Tettoni in un’ammirabile villa di campagna.
A Fara i Tornielli avevano anche una casa da nobile che vendettero nel 1800 alla famiglia Borsotti.
La casa era in piazzetta dove hanno costruito il condominio. |
| 1801 |
Terminano i lavori per la costruzione dello Scurolo di San Damiano. Disegno dell’Ingegnere Orelli di Novara e decorato dallo scultore pittore Gaudenzio Prinetti. |
| 1802 |
24-25-26 Luglio, Seconda Traslazione di San Damiano in occasione dell’inaugurazione del nuovo Scurolo. |
| 1806 |
30 Settembre, il Ponte sulla Mora di Via Gallarini, che era stato demolito nel 1704 per ragioni militari e poi ricostruito a due archi. Nel 1806 crollò perché: “fu scavato dai suoi fondamenti da una spaventosa alluvione cagionata da un turbinoso temporale”. |
| 1807 |
è stata sciolta la Confraternità di Santa Marta. |
| 1809 |
“Poi dai Patroni della Mora ne fu fatto edificare un altro ponte nello stesso luogo, molto ampio, bello, elegante e d’un solo arco”. |
| 1811 |
La Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, sotto il Governo di Napoleone I, venne incamerata, chiusa e successivamente venduta dal Demanio e ridotta dal compratore ad uso di abitazione nell’anno 1812. |
| 1814 |
21 Maggio, caduto Napoleone Bonaparte, il Piemonte ritornò sotto il dominio della Regia Casa Sabauda, così pure Fara. |
| 1830 |
1 Maggio, il Cardinale Giuseppe Morozzo, Vescovo di Novara, consacra la Chiesa Parrocchiale di Fara. |
| 1835 |
Vi è un’epidemia di colera. |
| 1836 |
26 Agosto, il Re Carlo Alberto, tornando dal Sacro Monte di Varallo passa per Fara. Il rimellese Dottor Giacomo Reale, medico di Fara, ed il Sindaco Damiano De Gasparis, sul ponte della Mora di Via Stoppani, consegnano al Re una supplica per fare una nuova strada da Briona a Ghemme, perché: “la strada provinciale che scorre lateralmente all’impetuosa Mora era purtroppo occasione di frequenti disgrazie e sovente di vittime spinte da mani delittuose a rotolare mute e fredde nelle acque del vicino acquedotto”. Il Re accolse l’istanza. |
| 1841 - 1843 |
Nello Stato d’Anime si legge: Casa detta il Castellone è dei coniugi Pietro Faccino e Teresa Gorino. |
| 1846 |
E’ finita la nuova strada provinciale da Briona a Ghemme con una spesa di oltre 300.000 lire. |
| 1849 |
23 Marzo, battaglia della Bicocca di Novara fra Piemontesi al comando del Generale Alberto Chrzanowski ed Austriaci al comando del feldmaresciallo Radetzky. |
| 1850 |
La malattia che preoccupava di più era l’oidio della vite che distruggeva l’uva. |
| 1853 |
Bartolomeo Borgia inizia a diffondere la Religione Protestante e a fare proseliti. |
| 1854 |
Epidemia di colera asiatico, a Fara sono morte 45 persone di colera, 14 donne e 31 uomini. |
| 1858 |
Costruito il Cimitero per Acattolici o Protestanti, era diviso in 33 spazi per tumulare nella terra 33 bare. |
| 1863 |
8 Aprile, Vittorio Emanuele II Re D’Italia, decreta che il Comune di Fara è autorizzato ad assumere la denominazione di Fara Novarese. |
| 1870 |
Si diffonde la Fillossera della vite, arreca gravi danni. |
| 1871 |
“Prima del 1871 nomavasi semplicemente Fara, da tale anno in poi per distinguerla dalle altre terre omonime, praticasi unirvi il nome del Fiume Sesia” (Grilli De Gasperis pag. 50). Non sò dire perché si rifiutavano di dire Fara Novarese, come aveva decretato il Re nel 1863. Infatti sui documenti della Curia Novarese e sulle cartoline postali del primo novecento troviamo scritto Fara Sesia e non Fara Novarese. |
| 1873 |
16 Novembre, il Re Vittorio Emanuele II decretava che il Comune era autorizzato a comperare una casa per collocarvi la Scuola Infantile Comunale che nel 1881 diventerà Asilo Stoppani Francesco fu Francesco Antonio, fratello Eusebio e Sorelle. |
| 1876 |
Dissodando la boscaglia fra Fara e Carpignano sotto circa un metro si scoprirono tombe romane del tempo di Augusto e Tiberio come lo manifestano le monete trovate nelle urne cinerarie. |
| 1879 |
Nasce la Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso. |
| 1880 |
Anche in Italia compare la peronospora della vite che incomincia a produrre gravi danni ai vigneti nel 1884. |
| 1881 |
22 agosto, la colonna di sarizzo con in cima la Croce (vedi anno 1575) che si trovava in Piazza è stata portata al Cimitero. “ Una croce sopra base di pietra elevavasi all’altezza di 6 metri circa, occupando uno spazio di metri 4,50 innanzi alla Casa Comunale, quasi a ricordare il peso dei sacrifici che gli eletti alla pubblica cosa devono sopportare. Era sentito pubblicamente il bisogno di togliere questo impedimento alla pubblica viabilità, ed allo svolto e maneggio dei carri accedenti al Peso Pubblico”. |
| 1883 |
22 febbraio, inaugurazione del tronco di Ferrovia Novara-Romagnano. |
| 1884 |
1 Novembre, inaugurazione del tronco di ferrovia fino a Grignasco. |
| 1885 |
5 Aprile, Domenica di Pasqua, inaugurazione del Tempio Evangelico. |
| 1886 |
11 Aprile, inaugurazione del tronco di ferrovia fino a Varallo. |
| 1890 |
Proprietario del Castello di sotto o Castellone era Taccone Pietro, alla sua morte ereditano il Castellone i Fratelli Miglio (non conosciamo le date giuste). |
| 1895 |
Nasce la Società Anonima Cooperativa fra gli Agricoltori, Società di ispirazione cattolica. |
| 1897 |
Finalmente viene affrancata la Decima del vino, che nel corso dei secoli aveva causato tanti guai, massimo l’interdetto Ecclesiastico (vedi anno 1594). La fine della decima del vino è stata stabilita fra il Vescovo Mons. Edoardo Pulciano e il sindaco Francesco Baccalaro. L’origine della decima dei frutti della terra di Fara era di carattere sacramentale cioè puramente ecclesiastico. Tutti i viticultori dovevano ogni anno al Vescovo un certo quantitativo del vino da loro prodotto, parte in natura parte in moneta. La quantità veniva stabilita ogni 5 anni. Nel 1585 la comunità di Fara era tenuta a dare 9 botti di vino rosso o bianco, a scelta del Vescovo, oltre a 240 lire imperiali da consegnare a Novara in Episcopio il giorno di San Martino. |
| 1901 |
Costruzione del nuovo Battistero, progetto e disegno di Eugenio Reale di Fara, ingegnere. |
| 1903 |
1-2-3 agosto, Terza Traslazione di San Damiano. Feste centenarie dalla Traslazione del 1802. |
| 1905 |
9 aprile, inaugurazione del ponte sulla Roggia Mora di Via Stoppani, eseguito su disegno dell’Ingegnere Eugenio Reale. |
| 1908 |
4 Giugno, la chiesa di San Pietro al Cimitero è dichiarata Monumento nazionale. |
| 1909 |
La ditta Alberti ha fatto l’impianto di luce elettrica in chiesa. |
| 1910 |
Prima Cantina Sociale, sorge fra 5 grossi possidenti: i Prolo detti Manun e Giuleti ed i fratelli Porzio Vernino che gestivano anche una trattoria a Novara. La Cantina sociale chiude nel 1916 a causa della 1° Guerra Mondiale. |
| 1911 |
Nasce la latteria sociale. |
| 1913 |
La “Fonte della Salute” comunemente chiamata “Potabile” fa sgorgare dalla profondità di 57 metri la prima acqua chimicamente potabile messa a disposizione della sete dei faresi. |
| 1915 |
Il Cavalier Pariani vende il Castello Superiore alla Congregazione dei Servi della Carità o Guanelliani, che lo trasformano a più riprese adattandolo prima a Seminario e poi a Collegio per giovani studenti. |
| 1916 |
29 Luglio, per prendere possesso del Castello partirono a mezzogiorno dalla Stazione Ferroviaria di Como Borghi e arrivarono a Fara alle ore 6 di sera, 20 chierici accompagnati dal Superiore Generale Don Aurelio Bacciarini, da Don Leonardo Mazzucchi, primo rettore dell’Istituto San Gerolamo e da Don Calvi. |
| 1921 |
15 Gennaio, esce il primo numero de “ Il Giornaletto di Fara Novarese” bollettino quindicinale della Parrocchia. |
| 1923 | Dicembre, è sorto il Parco delle Rimembranze a ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale 1915-1918 . Erano tanti pini piantati nel prato della fiera, dove si facevano le fiere di Fara. Ora su quel terreno vi è l’Asilo Infantile Comunale Stoppani. |
| 1924 |
7 Agosto, inaugurato il Monumento dei Caduti della Guerra 1915-1918. La colonna commemorativa si trovava in piazza davanti alla Casa Comunale. |
| 1927 |
Giugno, rifatto lo scalone del cimitero che era tutto rotto. |
| 1928 |
11-12-13 agosto, quarta traslazione di San Damiano. |
| 1930 |
Settembre, la Banca del Piccolo Credito Novarese è assorbita dalla Banca Popolare di Novara. Inaugurato il nuovo peso pubblico. |
| 1931 |
Marzo, il lavatoio davanti al Mulino Negri in Piazza scompare e la Roggia Cantorina sarà interamente coperta. Il ponte sarà allargato e una cancellata chiuderà gli accessi laterali. |
| 1932 |
30 Novembre, inaugurato il nuovo Palazzo Comunale, il Monumento ai Caduti è stato trasferito sul Piazzale della Stazione, dove si trova ancora. |
| 1933 |
Selciatura della strada del cimitero e di Via XX Settembre. |
| 1934 |
Maggio, fatto fognature in Via Gallarini e via IV Martiri. |
| 1935 |
D’ordine del Partito Nazionale Fascista chiude e liquida la società La Farese.
Società di Assicurazione contro gli incendi. |
| 1937 |
4 Luglio, I sacerdoti Pietro Spagnolini e Attilio Torelli dicono a Fara la loro prima messa. Grandi festeggiamenti con banda musicale e pranzo all’Albergo dei TRE RE. |
| 1940 |
Aprile, Furto dei monili d’oro della Madonnina delle Grazie al cimitero. |
| 1943 |
Maggio, requisite dal governo due campane: il campanone e la II campana. |
| 1944 |
21 Giugno, i Partigiani attaccano il Presidio della Guardia Nazionale Repubblicana e catturano i Militi con tutto il loro equipaggiamento. Il Presidio si trovava nella ex caserma dei RR Carabinieri verso Sizzano. |
| 1945 |
16 Marzo, il terzo presidio, che si trovava in piazza nella casa della Società Operaia Agricola, viene attaccata dai partigiani. Dopo una sparatoria durata sei ore i fascisti si arrendono. Sono morti tre fascisti e due partigiani.(vedi A.Demarchi - Fara Novarese 1944-1945). |
| 1946 |
19 Maggio, in aiuto della Parrocchia sono arrivate le suore di Maria Immacolata Regina Della Pace, dette Pianzoline. |
| 1947 |
20 Luglio, inaugurato il Nuovo Salone Teatro Parrocchiale. |
| 1948 |
Luglio, benedette dal Vescovo e pagate dal Governo sono salite sul campanile le due campane che sostituivano quelle che erano state requisite nel 1943 a causa della guerra. |
| 1949 |
Aprile, inizia a funzionare il Cinema Parrocchiale. |
| 1952 |
La famiglia dell’Ingegnere Stangalino acquista il Castellone dalla famiglia Miglio. |
| 1953 |
dal 2 al 9 Agosto, quinta traslazione di San Damiano. |
| 1954 |
Luglio, Inaugurazione del Ponte dei fiori sulla Mora è stato pagato dalla gente di Fara. |
| 1956 |
30 Settembre, è stata inaugurata la Cantina Sociale del Colli Novaresi. |
| 1958 |
Fino al 1958 la Curia Vescovile sull’Annuario Diocesano “Novaria Sacra” Fara era denominata Fara Sesia. |
| 1959 |
Su Novaria Sacra compare per la prima volta Fara Novarese. |
| 1960 |
Restauro del campanile, della facciata, del portico e delle parti esterne della Chiesa. |
| 1961 |
23 Aprile, inaugurata la Bonifica Irrigua di Fara; |
| 1962 |
E’ stata inaugurata la Filatura Manifattura Helvetia della Società Crespi. |
| 1965 |
7 Marzo, ultimo giorno per la Messa in Latino. |
| 1966 |
La Manifattura Sesia S.R.L. inaugura il nuovo stabilimento verso Sizzano. |
| 1967 |
Settembre, automazione delle Campane. |
| 1969 |
13 Agosto, Decreto del Presidente della Repubblica Onorevole Saragat: |
| 1970 |
Collegio San Gerolamo inaugurato il nuovo fabbricato per le scuole medie ed il teatro capiente di 400 posti. |
| 1972 |
28 Gennaio, nasce l’associazione Amici di Fara. |
| 1975 |
Restauro dei dipinti dell’Abside della Chiesa di San Pietro al Cimitero. |
| 1976 |
L’ex cinema Parrocchiale è stato trasformato in due saloni polivalenti. |
| 1977 |
E’ stato rifatto il tetto della Chiesa Parrocchiale. |
| 1978 |
Dal 26 Agosto al 3 Settembre, Sesta traslazione di San Damiano. |
| 1979 |
Inaugurati i due saloni polivalenti parrocchiali. |
| 1981 |
|
| 1982 |
Marzo, rifatto il Ponte sulla Roggia Canturina in Via Cavour o Rova 'd Mez. |
| 1983 |
3 Settembre, inaugurazione della Piazza della Archionata. |
| 1984 |
Maggio, si è costituito tra i comuni della bassa Valsesia un consorzio per la depurazione delle acque reflue per la realizzazione di un depuratore nel territorio di Fara. |
| 1985 |
Gennaio, eccezionale nevicata durata 3 giorni che ha lasciato sul terreno ben 80 cm di neve. |
| 1986 |
28 Settembre, festeggiati i 30 anni della Cantina Sociale. |
| 1987 |
8 Gennaio, è nata la sezione AVIS. |
| 1988 |
Il fabbricato della Latteria Sociale è stato demolito. |
| 1989 |
Iniziata la costruzione della palestra. |
| 1990 |
Maggio, si costruiscono nuove cappelle e loculi al cimitero. |
| 1991 |
Ampliamento della palestra; nasce l’Unione Sportiva Farese. |
| 1992 |
16 Gennaio, demolito il Tempio Evangelico. |
| 1993 |
10 Ottobre, inaugurata la Casa di Cura Privata i Cedri S.p.A.. |
| 1994 |
Restaurate e fatto un nuovo tetto alle 60 cappelle del Cimitero Superiore.
Costo lire 230.320.175.=. |
| 1995 |
Restaurate e fatto un nuovo tetto alle 19 cappelle poste alla quota inferiore del cimitero Comunale. Costo L. 58.900.000.=. |
| 1996 |
Ottobre, nel cimitero superiore fatto fognatura, pavimento con autobloccanti e aiuole. |
| 1997 |
19 Marzo, Giuseppina Reale compie 100 anni. |
| 1998 |
4 Settembre, presentato ufficialmente il “Centro Studi Fara Langobardorum”. |
| 1999 |
Giugno, iniziano i lavori di riordino e restauro della Chiesa Parrocchiale. |


Il Castellone
| 2000 |
30 giugno, in via Tosalli é stato inaugurato il centro di custodia infantile: Il Nido dei Piccoli.
![]() 20 settembre, in piazza Libertà é stato messo l'arredo urbano composto da sfere e fioriere di granito. 2 ottobre, Padre Alberto Gnemmi é stato eletto Parroco ad Aosta, nella Parrocchia di Maria Immacolata. |
2001 |
5 marzo, il Municipio inizia la ristrutturazione di Casa Negri, in Piazza. |
2002 |
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