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FARA NOVARESE
Immagini vecchie e nuove

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La tradizione vuole che il soldato cristiano Damiano subisse il martirio il giorno 12 febbraio dell'anno 504 vicino a Cartagine per ordine di Trasamondo (496 - 523) Re dei Vandali. Il suo corpo ebbe una onorevole sepoltura finchè non fu portato a Roma e sepolto nel cimitero di Calepodio. Il corpo di San Damiano Martire fu estratto dalla Catacomba per ordine del Sommo Pontefice Innocenzo X (G.B. Pamphilj, 1644 - 1655) e dato in dono al sacerdote Francesco Maria Solari che lo portò a Fara il 14 febbraio 1650. Il 19 novembre 1770 il Consiglio di Fara elesse San Damiano come Protettore della Comunità.
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L'Urna contenente il corpo di San Damiano è stata fatta fare nel 1800 per l'inaugurazione dello Scurolo ed in occasione della Traslazione dell'anno 1802. E' stata fatta dal falegname Rablino di Novara e indorata da Pietro Largo. L'Urna è sormontata da otto fiamme ed in alto da un ricchissimo, imponente fastigio che forma un agglomerato armonico di una corazza sormontata da un elmo con pennacchio, due scudi anteriori ed uno posteriore, una bandiera, la bilancia della Giustizia, insegne, un fascio littorio, una picca, una alabarda, una spada, una fiaccola, fronde d'alloro e la palma della vittoria.
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Il Giro Ciclistico d'Italia passò da Fara il lunedì 31 maggio 1999 alle ore 12,15. - Tappa numero 16 Biella - Lumezzane (Brescia), Km: 243, vinta da Jalabert (Francia) in 5h 51' 36'' alla media di Km. 41,468 all'ora.
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La Chiesa Parrocchiale è intitolata ai Santi Martiri Fabiano (Pontefice) e Sebastiano (Soldato romano) ed è la Sede Comunitaria della Parrocchia intitolata a San Pietro Apostolo, Parrocchia di libera collazione ed unita al Vicariato di Carpignano Sesia. Il Parroco ha il Titolo di Arciprete che fu concesso il 20 aprile 1698 dal Vescovo Giovanni Battista Visconti. Il progetto originale della Chiesa è dell'Architetto Cappuccino frate Cleto da Castelletto Ticino (1556 - 1618). La costruzione della Chiesa durò circa quindici anni dal 1601 al 1616. I lavori per la costruzione della nuova Casa parrocchiale iniziarono nel 1880 e si conclusero nel giro di parecchi anni.
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Vecchia cartolina con scritto il nome di Fara Sesia e non Fara Novarese. Il Comune di Fara è stato autorizzato ad assumere la denominazione di Fara Novarese con decreto del Re d'Italia Vittorio Emanuele II in data 8 aprile 1863. La Diocesi di Novara sul suo Annuario Diocesano Novara Sacra fino all'anno 1958 ha scritto Fara Sesia. Dall'anno 1959 ha incominciato a scrivere Fara Novarese. In primo piano, a destra, un lume a petrolio. Notare che il lume è appeso a un filo che scorre su di una piccola carrucola. Questo filo legato ad un piolo infisso nel muro serviva per abbassare il lume in modo da poterlo accendere e spegnere comodamente.
Il Consiglio Comunale del 22 settembre 1857 decide: "la provvista di numero quattro fanali per l'illuminazione nelle ore di notte " della Contrada Principale nell'occasione che deve essere aperta al pubblico la nuova strada Nazionale (da Briona a Ghemme).
"Si provvede numero quattro fanali da collocarsi: uno nello angolo della casa rustica Avogadro presso la Piazzetta, l'altro nell'angolo della casa del sig. Sacerdote Don Carlo Ambrogio Stoppani verso la Piazza Principale, il terzo fanale sull'angolo della casa del sig. Farmacista Giuseppe Antonio Spagnolino, l'ultimo sull'angolo della casa della signora Margherita Ubezio Degasparis verso la casa di Pietro Mandolino".
Costo dei quattro fanali lire 200. Sindaco Ingegner Bernardino Stoppani, Vice Sindaco Farmacista Giuseppe Antonio Spagnolino.
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Piazza Vittorio Emanuele II. Notare le lastre di serizzo che servivano come carreggiata per i carri tirati da animali. A sinistra la casa della Società Operaia Agricola con la scritta
"Dopolavoro Comunale", il Municipio e il Caffè Commercio con Pasticceria.
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Il Municipio con le sue belle cancellate. Davanti al Municipio, alla sinistra, c'era il Peso Pubblico delimitato da tre paracarri.
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Scorcio panoramico fotografato dal Campanile.
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La Piazza della Chiesa. In primo piano una donna che porta sulla spalla destra la "cunca" o piccola madia con dentro l'impasto lievitato per il pane. La donna stà andando a cuocere il pane nel forno comunale che si trovava in piazza.
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La Piazza con i banchi dei mercanti.
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Il forno comunale alla sinistra, poi la roggia Canturina con il lavatoio pubblico ed il mulino Negri come erano nell'anno 1930. Nel 1931 è stato coperto il tratto di roggia Canturina che andava dalla Piazza al Mulino. Il lavatoio è stato levato e l'area è stata chiusa da una cancellata. Giovedì 19 aprile 2001 il Municipio ha fatto togliere la cancellata.
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Alla fine degli anni quaranta, dopo la guerra, la famiglia Negri ha costruito la casa sull'area occupata dal forno, dalla roggia e di parte del mulino. Nel 1996 il Comune ha comperato la casa ed il vecchio mulino di piazza.
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Il cortile di Palazzo Dessilani.
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Cortile delle vecchie scuole elementari e asilo comunale. La casa è stata demolita per fare posto al nuovo Palazzo della Scuole Elementari, che sono state inaugurate nel mese di ottobre del 1965.
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Casa Borsotti che fu venduta e demolita nel 1968 per fare posto al nuovo "Condominio".
A sinistra si vede la colonna della pompa del vecchio distributore di benzina e più avanti dove c'è la porta in mezzo a due finestre era il locale dell'Oratorio di San Rocco, sopresso all'inizio del 1800. All'interno vi erano degli affreschi. Di un affresco con San Pietro e la Madonna a grandezza naturale ci è rimasta una vecchia foto a colori.
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Il "Condominio", alla sinistra si vede bene il locale dell'ex Oratorio di San Rocco.
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In questa foto della via IV Martiri vediamo la sposa che si reca in Chiesa seguita da parenti e amici invitati al matrimonio. Sullo sfondo l'imponente vecchia casa che è stata demolita nel 1958. Era la parte inferiore del Torrione che poteva essere stato la torre d'avamposto ed una delle porte fortificate che permettevano di entrare nelle mura dei due Castelli: quello Superiore e quello Inferiore. Il Torrione era stato modificato e ridotto a casa d'abitazione nel 1811 dal proprietario sig. Consigliere e Regio Procuratore Generale presso la Cassazione Avvocato Gioanni Gaudenzo Borsotti. Sulla strada si vedono i solchi fatti dai cerchioni di ferro delle ruote dei carri agricoli.
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La Piazzetta.
Sulla prima porta a sinistra si legge l'insegna: "Nuovo Prestino - Fabbrica di Paste Alimentari", ancora oggi è un negozio di panatteria.
Sulla destra c'era l'Albergo dei Tre Re e l'ultima porta a destra era una Macelleria.
Sulla scritta campeggiava una grande testa di bue in terracotta rossa.
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Scende dal Campanile il Campanone requisito. Nell'aprile del 1943, per ordine del Ministero delle Munizioni, anche la Parrocchia di Fara, per esigenze di guerra, fu obbligata a cedere un certo numero di campane, per un peso di venti quintali su trentadue complessivi. Si preferì consegnare le campane più grosse per salvare le tre più piccole. Il Campanone di dodici quintali e mezzo e la Seconda Campana di quintali otto e mezzo furono portate, con un carro, nel centro di raccolta di Sizzano. Il 10 luglio 1948, benedette dal Vescovo Mons: Giacomo Leone Ossola e pagate dal Governo, vennero poste sul Campanile due nuove campane in sostituzione delle due campane requisite nel 1943.
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Il campanile della Chiesa della Beata Vergine delle Grazie fu terminato e benedetto il 3 settembre 1792 e fu demolito nei primi decenni del 1900 perchè pericolante.
Il campanile si trovava sul fianco della Chiesa verso la via Gallarini.
La Chiesa nel 1811, sotto il Governo di Napoleone I°, fu incamerata, chiusa e successivamente venduta dal Demanio e ridotta dal compratore ad abitazione privata nell'anno 1812.
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Nei cinque capannoni della vecchia Distilleria a Vapore costruita nel 1800 dalla famiglia Peco di Ghemme, distillavano i sottoprodotti della vinificazione ricavandone grappa e alcool.
In primo piano a sinistra l'Oratorio di San Giulio.
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Stazione ferroviaria, quando sul piazzale non c'era ancora il Monumento ai Caduti della Grande Guerra 1915 - 1918.
Il 22 febbraio 1883 venne inaugurato il tronco ferroviario Novara-Romagnano, il 1 novembre 1884 il proseguimento a Grignasco, il 28 settembre 1885 la tratta sino a Borgosesia ed infine l'11 aprile 1886 l'ultimo tratto che raggiungeva Varallo.
Prima della ferrovia l'unico mezzo di collegamento fra Novara e Varallo era la diligenza trainata dai cavalli e gestita dalle Messaggerie Valsesiane che effettuavano due corse giornaliere.
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Il Monumento ai Caduti della Grande Guerra 1915 - 1918 è stato inaugurato il 17 agosto 1924. La colonna commemorativa, che si trovava in piazza prospicente la casa comunale, nel 1932 è stata trasportata nel Piazzale della Stazione ferroviaria.
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L'Oratorio intitolato ai Santi Giulio, Pietro e Damiano si trova in via San Giulio ed è di proprietà Prolo, come risulta dalla iscrizione che si trova sulla facciata: " Oratorio costruito e dedicato a D.O.M. ai Santi Giulio, Pietro e Damiano per voto dei fratelli Pietro e Damiano fu Giulio Prolo, il 22 luglio 1882 ".
Le pitture che si trovano all'interno sono state restaurate nel 1998.
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Campanile ingabbiato dai ponteggi messi per i lavori di restauro dell'anno 1960.
Misure del Campanile:
dalla base al parapetto della Cella Campanaria: metri 25,45
dalla base fino alla sommità della cupoletta di rame: metri 43,40
dalla base fino al basamento della bandiera: metri 45,25
dalla base fino alla sommità della Croce: metri 48,25
Il 19 maggio 1989 è stata messa sul Campanile la nuova Croce in ferro trattato a doppio bagno di zinco. La Croce è alta due metri e pesa quaranta chili.
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Panorama del paese di Fara fotografato dal piazzale della Casa di Cura I Cedri.
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A Fara alla fine del 1800 vi era una comunità evangelica di circa settanta persone. Domenica di Pasqua, 5 aprile 1885, fu inaugurato ufficialmente il nuovo Tempio Evangelico e l'alloggio per il Pastore. La costruzione è stata finanziata dal Reverendo John Mac Dougall che era il tesoriere della Chiesa Libera Scozzese in Firenze. Hanno contribuito con sottoscrizioni volontarie i fratelli evangelici di Fara, Firenze, Milano, Venezia, Bassignana e altri.
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Il Tempio Evangelico, nel 1965, è stato venduto a dei privati che lo trasformarono in officina per riparare i trattori. Rivenduto nel 1988, il giorno 16 gennaio 1992 è stato demolito per costruire una casa di civile abitazione. E' rimasta in piedi solo la facciata che è stata unita alla nuova costruzione.
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La vecchia stazione del Tramway con la sua lunga tettoia che serviva per proteggere le merci in arrivo e in partenza. Il trasporto di persone e merci era gestito dalla Società Anonima per le Ferrovie del Ticino.
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Il 6 maggio 1884 è stata aperta al pubblico servizio la linea del Tramway: Fara, Biandrate, Vercelli e successivamente Fara, Biandrate, Novara. Le locomotive, che avevano la struttura esterna simile a quella dei vagoni, non potevano trainare più di quattro carrozze. La massima velocità consentita era di 18 Km. ora. Il 28 ottobre 1934 il Tramway effettuò l'ultima corsa verso Novara, e negli anni quaranta vennero rimossi i binari.
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Vecchia casa in via Cavour, demolita nel 1988. Al piano terra la cà o locale cucina con una piccola finestra in alto affinchè i vicini non guardassero dentro. La cantina, la stalla, i pollai ed il cas da tèra con sotto il carro con sü i cassatun. Al primo piano trì sulèj o camere da letto ed il cassero per il foraggio e la legna. Al secondo piano, senza pareti esterne, erano i casseri chiamati Malghèri dove si allargava la melihga o qualche altra cosa. Questa era una casa tipica delle povere famiglie contadine.
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Cortile della Latteria Sociale. Nel 1911 fu costituita la Latteria Sociale di Fara, Società Anonima Cooperativa a Responsabilità limitata, con sede in viale XX Settembre. I Soci diventarono circa 400 che conferivano 70 quintali di latte al giorno. Allevavano circa 500 maiali. Nel 1934 costruirono un mulino che, azionato da motori elettrici, rimase in attività fino al 1980. Il 2 settembre 1983 la Società venne messa in liquidazione ed il fabbricato è stato donato al Comune che lo fece demolire nel 1988 e al suo posto oggi vi è una piccola piazza.
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L'antica Chiesa Parrocchiale intitolata ai Santi Pietro e Paolo la troviamo già nominata in una pergamena del 1157. E' stata la Chiesa Parrocchiale di Fara fino al 1550 circa.
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I Reggenti del Comune avevano fatto erigere in Piazza questa colonna in ricordo dell'epidemia di peste del 1576 - 1577. Il 22 agosto 1881 la colonna di serizzo con la Croce sulla sommità fu tolta dalla Piazza e portata al Cimitero.
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Grata in legno intagliato e scolpito della facciata dell'Organo fatta dallo scultore Chiapella. L'Organo è stato fatto nel 1899 dalla ditta del Cav. Giuseppe Mola di Torino ed è stato collaudato il 31 luglio 1899. Nel 1930 la ditta Mentasti dei fratelli Krengli di Novara ha fatto la riforma di tutta la meccanica e riduzione al sistema pneumatico tubolare dell'Organo.
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Tomba Stoppani. Il 12 maggio 1882, le signore Angela, Margherita e Francesca sorelle Stoppani, iniziarono la costruzione della prima Cappella in muratura fuori dal recinto del Cimitero. La Cappella è stata benedetta il 20 novembre 1882 dall'Arciprete Don Pietro Rabaini.
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Via Cesare Battisti e Piazza.
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Via Roma con il Castellone.
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Via Roma, sulla sinistra si vedono le porte del vecchio campo di calcio.
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Il Castello di Sopra in una foto del 1916 quando è stato comperato dalla Congregazione dei Servi della Carità o preti guanelliani per farvi un Seminario. Si vede ancora il campanile della vecchia cappella di San Gerolamo.
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Il Castello negli anni quaranta quando era stato ristrutturato e trasformato in Seminario o Istituto San Gerolamo. Notare che la parte a sinistra del fabbricato non aveva il tetto di tegole ma era una grande terrazza. Il tetto che copre la terrazza è stato fatto nel 1950. Le finestre grandi alla destra erano quelle del Refettorio (sotto) e del Teatro (sopra). L'Istituto era ancora circondato da rigogliosi vigneti e la linea che taglia in metà i vigneti era la vecchia strada di San Pietro che congiungeva la via Cavour al Cancello della Scalinata del Cimitero.
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La facciata sud del Castello di Sopra in una foto del 1916. Si vede bene il campanile che era chiamato la Torre Rossa.
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La facciata sud dell'Istituto San Gerolamo dopo i lavori di ampliamente iniziati nell'anno 1956.
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L'Altare della Chiesa di San Gerolamo. Ora non c'è più, è rimasta solo la statua del Sacro Cuore di Gesù.
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Cortile interno dell'Istituto San Gerolamo o Seminario di Don Luigi Guanella. In questa foto del 1933 si possono contare 105 Chierici, 58 Novizi e 7 Sacerdoti.
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Il Castello di Sotto o Castellone alla fine del 1800. Non era ancora stato trasformato in villa di campagna e la Torre è ancora coperta con il tetto di coppi.
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Facciata est del Castellone. La Torre non ha più il tetto di coppi. Sulla destra si vede un pezzo di tetto più alto. Era la torre sopra il portone del Castello, ora non c'è più.
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Il Castellone in mezzo ai vigneti. Sulla destra la piccola pianta di Magnolia piantata nei primi anni del 1900.
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Il Castello di Sotto o Castellone.
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La Cantina Sociale è stata inaugurata il 30 settembre 1956. Nella vendemmia del 1956 sono stati conferiti circa 40.000. quintali di uva da parte dei 368 Soci. Il 13 agosto 1959, con Decreto del Presidente della Repubblica Onorevole Saragat è stato riconosciuto il vino Fara D.O.C. Con le Assemblee di Oleggio del 20 marzo 1999 e di Fara del 28 marzo 1999, i Soci hanno approvato la fusione per incorporazione fra le Cantine Sociali di Fara e di Oleggio.
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13 ottobre 1962, carri in attesa del proprio turno per scaricare l'uva.
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Nel 1962 l'Impresa Magistretti di Milano iniziò la costruzione della Filatura e Tessitura di Cotone Helvetia S.p.A. della Società Carlo Crespi. Superficie 5.420 mq. più palazzina per i dipendenti e la Centrale Elettrica sulla roggia Mora di 600 KW. Il 14 ottobre 1991 la fabbrica è stata acquistata da un Gruppo Industriale Lombardo e giovedì 28 settembre 1995 la fabbrica è stata completamente distrutta da un incendio.
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L'Impianto Sportivo Piscine Tre Re è stato aperto il 28 luglio 1974. Il complesso sportivo è dotato di piscine e vasche con giochi d'acqua per circa 3.000 mq., di un parco verde di 20.000 mq. con area coperta attrezzata con tavole e panche per pic-nic, ed una spiaggia di sabbia con ombrelloni. Inoltre il parco ha tutti i servizi necessari per attività sportive e ristoro.
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Il Conquasso o Tanèbra era piazzato sul Campanile a sostituire le " campane legate " dopo la Messa del Giovedì Santo per ricordare l'arresto e l'agonia di Gesù. La Tanèbra serviva per ritmare tenebrosamente le funzioni religiose di Giovedì, Venerdì e Sabato " Santi " in commemorazione dell'agonia di Gesù Salvatore. Il nome dialettale Tanèbra deriva dall'ufficiatura del Mattutino di Giovedì, Venerdì e Sabato della Settimana Santa. Questo Mattutino viene chiamato Ufficio delle Tenebre. Da parecchi anni la Tanèbra non è più usata. Tanti anni fà sul Campanile vi era anche un Conquasso più grande chiamato Tanèbrun.
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Bello e grande tappeto in velluto nero, ornato con pregevoli ricami in argento e oro, che serviva per ricoprire il Catafalco usato nelle cerimonie funebri importanti.
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Beata Vergine delle Grazie. Era un manichino ricoperto di una veste di seta bianca ricamata e posato su un basamento ligneo di colore azzurro e oro con scolpita al centro una testa di angioletto. La Madonna teneva il Bambino sul braccio sinistro e ambedue portavano posata sul capo una Corona. Altezza del simulacro cm. 90. Le prime notizie di questa statuetta risalivano all'anno 1598, allorquando il Vescovo Bascapé disse che la statuetta della Madonna era oggetto di grande devozione da parte di tutti gli abitanti di Fara. Nella notte del 21 ottobre 1995 la statuetta è stata rubata dalla Chiesa di San Pietro Apostolo al Cimitero.
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Nel mese di maggio dell'anno 1997 è stata comperata questa statuetta in legno raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e due testine di Angioletti. La statuetta era stata messa nella nicchia sull'Altare della Chiesa di San Pietro Apostolo al Cimitero ed è stata rubata fra i giorni 5 e 7 aprile 2001. La statuetta era un'opera di Conrad Moroder, scultore di Ortisei, ed era una copia della "Madonna con Angeli" di Daniel Mauch (1535). La statua originale si trova nella Chiesa di Dalhem vicino a Liegi.
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Anche in questo caso la trasposizione di queste pagine dal formato cartaceo a quello elettronico rende possibile integrare il contenuto ed aggiornarlo: in questa sezione troverai le immagini più significative della Fara d'oggi.
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Panoramica aerea. Si può notare la facciata della Chiesa appena restaurata.
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Vista aerea del Castellone.
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