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Storia del Centro Studi Fara Langobardorum

La nascita del Centro Studi non é frutto di una recente improvvisazione ma é il giusto coronamento di anni di ricerche e di raccolta di dati sul paese e sul territorio di Fara Novarese, poichè la memoria storica dei nostri usi e costumi ed anche del nostro dialetto va sbiadendo. Poiché era sempre più difficoltoso vendere il vino a prezzi remunerativi, gli agricoltori, nel 1954, si sono riuniti in cooperativa e costituirono la Cantina Sociale dei Colli Novaresi, inaugurata il 30 settembre 1956. Successivamente gli agricoltori chiusero le cantine con le botti piene di buon vino fatto da loro, perché conferivano le uve alla Cantina Sociale, perdendo così la secolare tradizione della vinificazione privata. Cantina (Foto M. Mormile - 2001)
Gradatamente si va perdendo anche la cultura della vite che accompagnò i Faresi nella loro storia di agricoltori e costituì il livello piú nobile del loro lavoro. I vigneti ed i campi venivano lavorati con molta fatica, fino al limite dei possibile, con gesti sempre uguali nel tempo, seguendo i cicli stagionali.
La consuetudine del coltivatore al lavoro quotidiano fissò nel tempo nozioni raccolte dall'esperienza, che generarono la cultura contadina Farese. Quella cultura che documenta il modo di vivere duro ma civile della nostra Comunità.
Anche il dialetto si evolve. Ce ne rendiamo conto parlando con persone anziane che usano qualche parola fuori uso. Sono parole ed espressioni legate ad un modo di vita che non c'è più: sono parole che muoiono. Mentre le cose di ieri diventano oggetti da museo e da memoria le parole scompaiono.
Al dialetto sono legati modi di vita, affetti, tradizioni che ci possono difendere dallo sradicamento e dalla frattura con il passato. Il dialetto è una lingua, un mondo... entro il quale ci ritroviamo tutti ed ha una sua coerenza, una sua logica, una sua bellezza ed è molto importante continuare a parlarlo.
La parlata dialettale, rimasta per secoli nella sua vecchia, stratificata e consolidata immobilità, ha fatto il suo tempo.
L'evolversi della vita moderna porterà certamente una trasformazione del dialetto che abbiamo parlato da bambini.
Certamente, se non ancora il dialetto, la vecchia cultura orale e popolare sta sparendo. Pertanto assumono grande valore documentario queste raccolte di materiale storico, culturale, folcloristico.
Ci pare di aver raccolto quasi tutto.
Quello che è rimasto lo porta via, silenziosamente, con sè, ogni vecchio che se ne va.


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